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Da Gad Lerner ad Enrico Vanzina, ecco i protagonisti di Passepartout

Presentato il festival in programma ad ottobre. Di estrema attualità il titolo, "1920 - 2020: Proibito", scelto lo scorso autunno

Presentato il festival Passepartout

Il tema era stato scelto lo scorso settembre, quando nulla avrebbe lasciato presagire che si sarebbe perfettamente contestualizzato, traendone forza, nello scenario attuale dominato dalla pandemia.
Parliamo della 17esima edizione del Festival Passepartout, promosso dalla Biblioteca Astense Giorgio Faletti, che quest’anno si intitola, appunto, “1920-2020: Proibito”.
A presentare il cartellone, che si terrà dal 4 al 10 ottobre al Palco 19 di Asti (invece che, come tradizione, ai primi di giugno nel cortile della biblioteca) sono stati – ieri (lunedì) in conferenza stampa – la presidente della Biblioteca Astense Roberta Bellesini, l’assessore comunale alla Cultura Gianfranco Imerito e il direttore scientifico del festival Alberto Sinigaglia, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte.

Il tema e i relatori

«Abbiamo cominciato a confrontarci sul tema dell’edizione 2020 – ha spiegato Roberta Bellesini – lo scorso settembre, e mai ci saremmo immaginati di trovarci in una situazione che si è calata, perfettamente e drammaticamente, nell’argomento scelto. Come sempre metteremo a confronto l’anno in corso con un anno della storia per capire il presente e intuire il futuro con i maggiori storici, giornalisti, economisti e scrittori. In questa edizione abbiamo preso in esame un decennio impresso nell’immaginario collettivo: gli Anni Venti, gli “anni ruggenti” del proibizionismo, del divismo, delle grandi illusioni dopo la Grande Guerra, naufragate con l’epidemia dell’influenza Spagnola e il grande male delle dittature. Dal proibizionismo americano arriveremo a oggi, alla proibizione delle droghe, piaga sociale, ma anche al Coronavirus che ci ha proibito di uscire di casa e ancora ci proibisce abbracci e strette di mano».
«Dal crollo di Wall Street – ha proseguito – arriveremo alla crisi economica attuale; dalla prima occupazione delle fabbriche alla crisi del sindacato e al suo futuro; dalla rivoluzione laica e filo occidentale della Turchia di Atatürk alle mire di Erdogan. Affronteremo D’Annunzio all’impresa di Fiume, l’irrompere della psicoanalisi nell’arte e nella letteratura, e gli sviluppi dell’ecologia nei suoi aspetti ambientali ed economici».
Numerosi e di rilievo gli ospiti che si alterneranno al microfono: dalla presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia all’economista Carlo Cottarelli, dal sindacalista Sergio Cofferati allo storico Ernesto Galli della Loggia, dai giornalisti Bice Biagi e Gad Lerner ai registi Enrico Vanzina e Loris Mazzetti.
«Novità di queste edizione, poi – ha continuato Roberta Bellesini – la sezione dedicata ai protagonisti: da Corto Maltese, che nelle sue avventure incontra i più significativi personaggi del decennio, a Rodolfo Valentino, da D’Annunzio a Ezra Pound, da Gertrud Stein a Gramsci, fino a Modigliani, al centro di inquietanti episodi, sia in vita che dopo».

Gli spunti di riflessione

«Senza saperlo, nell’autunno 2019 – ha aggiunto Alberto Sinigaglia – facevamo una profezia e avevamo in mano il titolo di più viva attualità mai toccato a un festival culturale. Quando in ottobre andrà in scena, avremo ancora qualche traccia delle proibizioni che per mesi hanno colpito gli abitanti della Terra per il Coronavirus, e noi tra i primi e più degli altri. Se all’inizio del progetto la nuova ondata di febbre spagnola nel 1920 poteva essere dettaglio da non trascurare, ora s’impone come il paragone che il Covid 19 ha richiamato più spesso e sul quale, cessato il chiacchiericcio dell’emergenza, potremo ragionare con lucidità. Raffrontando l’oggi e gli Anni Venti, partiremo dal proibizionismo americano e dalle libertà proibite in Europa dal fascismo e dal nazismo. Poi sfilerà una galleria di fatti e di protagonisti che, com’è tradizione di Passepartout, ci aiuteranno a ripassare la nostra storia, ad approfondire, a ragionare, a capire quanti passi avanti abbiamo fatto, e quanti indietro. Ci sarà spazio, per esempio, per la politica estera. Basti pensare che nel decennio di riferimento, precisamente nel 1920, si tenne la Conferenza di Sanremo, cui parteciparono i rappresentanti delle quattro nazioni vincitrici della Prima guerra mondiale. Durante questo incontro la Gran Bretagna ricevette il Mandato per la Palestina e l’Iraq, mentre la Francia ottenne il controllo della Siria, compreso l’attuale Libano. Ecco: Siria e Palestina. Ovvero, due “bubboni” rimasti irrisolti ancora oggi, un secolo dopo».

Le parole dell’assessore Imerito

Un plauso è arrivato dall’assessore Gianfranco Imerito che ha definito il cartellone 2020 un festival di grande spessore e particolarmente indicato quest’anno, considerate le limitazioni imposte dalla scienza medica, sottolineando come l’evento sia stato rimandato di pochi mesi e non annullato. «Ho l’impressione – ha sottolineato – che ad Asti avremo una stagione autunnale molto ricca di eventi, dato che non si è persa la voglia di organizzare».
Il festival si avvale del sostegno di Comune di Asti, Regione Piemonte, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Fondazione CRT e Reale Mutua Assicurazioni.
Tutti gli incontri si terranno presso il Palco 19 di via Ospedale ad Asti. In conformità alle attuali disposizioni sanitarie, i posti disponibili saranno limitati e si potrà avere accesso esclusivamente previa prenotazione, con modalità che saranno comunicate a breve sul sito www.passepartoutfestival.it.

Tra i relatori la presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia

Il festival sarà preceduto da una anteprima che si terrà il 30 settembre (con replica il 1° ottobre) alle 21 allo Spazio Kor di piazza San Giuseppe. Intitolato “Giovanna – Una vita della figlia di Amedeo Modigliani e Jeanne Hébuterne”, è uno spettacolo in prima nazionale della regista e drammaturga parigina Claire-Sophie Beau con protagonista Valeria Dafarra. La pièce mette in scena la giovane donna a Livorno e a Parigi nel 1953 e svela il suo mondo interiore (ingresso gratuito previa prenotazione obbligatoria).
Il festival comincerà quindi sabato 3 ottobre alle 18 con un intervento del noto giornalista e conduttore televisivo Gad Lerner (il titolo sarà reso noto prossimamente), seguito alle 21 dall’incontro “Modigliani e i crimini dell’arte” con il pittore Ugo Nespolo, la giornalista Dania Mondini e il criminologo Claudio Loiodice. Questi ultimi sono infatti autori del libro “L’ affare Modigliani. Trame, crimini, misteri all’ombra del pittore italiano più amato e pagato di sempre” (Chiarelettere editore).
Domenica 4 ottobre alle 11 i giornalisti Bice Biagi e Loris Mazzetti affronteranno il tema “Enzo Biagi: indagini sul Novecento” (quest’anno ricorrono i 100 anni della nascita del grande giornalista), mentre alle 18 Enrico Vanzina, regista e produttore cinematografico, parlerà di “Rodolfo Valentino: la nascita del divismo”, seguito alle 21 dalla filosofa Franca D’Agostini e “Un secolo di fake news”.
Lunedì 5 ottobre alle 18 Paolo Bertinetti, professore di Letteratura inglese, terrà l’incontro “Ezra Pound: l’innocente”, seguito alle 21 dalla giornalista Marta Ottaviani e il diplomatico Giampaolo Scarante che affronteranno la tematica “La Turchia da Ataturk a Erdogan”.
Martedì 6 ottobre alle 18 lo storico e saggista Giordano Bruno Guerri parlerà di “D’Annunzio: rivoluzione culturale a Fiume”, mentre alle 21 Marta Cartabia, presidente della Corte Costituzionale, prima donna nella storia della Repubblica a ricoprire questa carica, svelerà “I segreti della Costituzione”.
Mercoledì 7 ottobre alle 18 lo storico Angelo D’Orsi parlerà di “Gramsci: l’eterno ritorno”, seguito alle 21 da Eugenia Tognotti, professore di Storia delle Medicine, protagonista dell’incontro “Dalla Spagnola al Covid: scene da un pandemonio”.
Giovedì 8 ottobre alle 18 è in programma un intervento del sociologo e saggista Ilvo Diamanti, mentre alle 21 Agostino Re Rebaudengo, presidente di Asja Ambiente Italia, azienda che dal 1995 produce energia pulita da fonti rinnovabili, affronterà il tema “Proibito inquinare”, con riferimenti anche all’economia circolare. .
Venerdì 9 ottobre alle 18 il critico letterario Renato Barilli proporrà l’intervento dal titolo “Gertrude Stein: l’irripetibile”, aprendo il mondo della grande poetessa e scrittrice americana, mentre alle 21 l’economista ed editorialista del quotidiano La Stampa Carlo Cottarelli sarà protagonista dell’incontro “Proibito raccontare bufale”.
Sabato 10 ottobre alle 11 Guido Tiberga, giornalista vincitore dell’ultimo premio Carlo Casalegno, e lo scrittore Carlo Greppi mostreranno “Il Novecento secondo Corto Maltese”, seguiti alle 18 dal filosofo ed epistemologo Fabio Merlini con “Innovazione: sedotti e abbandonati” e alle 21 dallo psicologo Pier Maria Furlan con “L’atelier di Freud”.
Domenica 11 ottobre si terrà la giornata conclusiva. Alle 11 Roberto Riccardi, Generale di brigata dell’Arma dei Carabinieri e scrittore, affronterà il tema “L’arte di salvare l’arte”; alle 18 il sindacalista Sergio Cofferati terrà l’incontro “Che fine ha fatto il sindacato”; alle 21 chiusura con lo storico ed editorialista del Corriere della Sera Ernesto Galli della Loggia e “1920-2020: il tempo delle fini”.

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