Circolo Lehmann
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Ecco il disco che segna il ritorno del Circolo Lehmann

Uscito nei giorni scorsi l’album intitolato “Il re delle Lepri”: 13 tracce sul tema della decrescita al punto di vista esistenziale

E’ uscito nei giorni scorsi il disco che segna il ritorno del Circolo Lehmann. Formazione astigiana trapiantata a Torino, è tornata infatti sulle scene con “Il re delle Lepri”.
E’ un concept album di 13 tracce, sospese tra elettronica, richiami new wave e atmosfere bucoliche, nel quale la formazione affronta il tema della decrescita da un punto di vista esistenziale. Al centro della narrazione, infatti, si pongono le delusioni e le frustrazioni di un professionista quarantenne che fa i conti con i suoi fallimenti, i sogni mancati e la perenne non-soddisfazione dei desideri. Ansioso di disintossicarsi da uno stile di vita consumistico, reso ancora più meccanico e asfissiante dalla dimensione digitale, è al contempo frenato dall’incapacità di abbandonare del tutto le ambizioni, i desideri e i bisogni materialistici che popolano da sempre il suo immaginario. Non trovando una via di fuga dalla dimensione sociale in cui è abituato a vivere, medita di intraprendere una vita eremita diventando, appunto, il “re delle Lepri” (il titolo è ispirato al racconto omonimo dello scrittore argentino Federico Falco).

Le parole di Ghego Zola

«Il protagonista – racconta Ghego Zola del Circolo Lehmann – ad un tratto non si riconosce più nella vita che si è costruito. L’abbandono da parte della compagna e un lavoro asfissiante lo spingono a mettere in discussione il suo rapporto con le cose e le persone. Si domanda cosa gli manchi realmente. Si domanda cosa gli manchi realmente. Inizia a pensare che la sua infelicità, il sentirsi una nullità e il mancato riconoscimento sociale a cui ambiva siano frutto di un modello di vita consumistico in cui non si riconosce più».
Prodotto da Andrea Bergesio (già al lavoro con Ezio Bosso, Cousteau, Bocelli), il disco fonde la narrazione di matrice cantautorale con un linguaggio folk post-moderno fatto di continue contaminazioni: di genere, armoniche ed effettistiche.
Il progetto Lehmann è nato nel 2011 a Berlino da un’idea del musicista Ghego Zola (voce, chitarre, tastiere e programmazioni) e dello scrittore Marco Magnone (“Berlin”, “La mia estate indaco”, “Il lato oscuro della Luna”) come forma di interazione tra poesia, scrittura e musica. Nel 2015 la formazione si è allargata con l’ingresso di Lorenzo Serra (basso, chitarre, sax, cori), Pax Caterisano (percussioni) e Umberto Serra (tastiere, tromba).

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