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La storia dei bersaglieri ha sfilato per la città
Cultura e Spettacoli

La storia dei bersaglieri ha sfilato per la città

La città ha accompagnato con calore le tre giornate del 62° raduno nazionale dei bersaglieri e la sfilata si è snodata sin dall'inizio tra due ali di gente assiepata sui marciapiedi. Per

La città ha accompagnato con calore le tre giornate del 62° raduno nazionale dei bersaglieri e la sfilata si è snodata sin dall'inizio tra due ali di gente assiepata sui marciapiedi. Per porgere un omaggio al "Quartiere Carlo Alberto" (che oggi ospita il tribunale) la sfilata, iniziata in corso Matteotti, ha imboccato via Lessona ed è entrata in San Rocco, il quartiere che più di ogni altro ha avuto per molti anni un contatto strettissimo con i Bersaglieri dei diversi Reggimenti, ma soprattutto con il IX Reggimento bersaglieri. Precedute dai simboli dei rioni e del Palio di Asti, sono sfilate le camionette con le bandiere di guerra del sommergibile "Scirè" (che ebbe il nome della medaglia d'oro Sebastiano Scirè, bersagliere al IX Bersaglieri di Asti), quindi le associazioni d'Arma, poi i gonfaloni dei Comuni partecipanti e i corpi in armi. Per l'esercito sono sfilati i bersaglieri dell'XI Reggimento, decorato per i fatti di Nassirya e guidato nel passo di corsa dal suo comandante, col. Dessì.

Sono passate le crocerossine, la banda musicale della Città di Asti, gli allievi della scuola di Polizia di Alessandria, carabinieri, la Marina, la Guardia di Finanza e tante altre rappresentanze, tutte a far da cornice alla grandissima festa dei Bersaglieri, accorsi dalle sezioni di tutta Italia. Sono passati gli alpini, i paracadutisti e i bersaglieri ciclisti che lo scorso anno si sono visti al Giro d'Italia, ma anche i quelli in divisa d'epoca che pedalavano su biciclette pesantissime e dalle gomme piene (al tempo del loro uso si potevano ripiegare e portare in spalla, ma pesavano 30 kg): sorprendendo tutti, la fanfara dei bersaglieri ciclisti è passata davanti al palco delle autorità pedalando e suonando. Il gruppo dei podisti astigiani è arrivato sventolando il tricolore, seguito dalle note della "Lavezzeri", che in questi giorni non si è davvero risparmiata e ha suonato in ogni occasione, sempre applauditissima.

Con il medagliere nazionale dell'Associazione Bersaglieri (decorato con 183 medaglie d'oro al valor militare, una al valor civile, 5622 medaglie d'argento al V.M. e 10.054 di bronzo al V.M.) è iniziata la parte della sfilata tutta dei bersaglieri, cominciando dalle regioni del Sud Italia, sino ad arrivare alla sezione astigiana. Sono passati i gruppi con le divise d'epoca, dall'origine del Corpo sino alle campagne di Africa, seguite dai bersaglieri dei corsi AUC di tanti anni diversi, con nomi di Reggimenti e Compagnie legate ognuna a luoghi testimoni del valore e del sacrificio di tanti giovani, come accadde a Bir el Gobi e Montelungo, oppure con motti famosi come il "Velox ad impetum" dell'8° Reggimento, ma anche con diversi striscioni che chiedevano la liberazione di Girone e Latorre, i due marò ancora prigionieri in India.

I veterani di Somalia e del Libano hanno ricordato pagine di un impegno recente, mentre i bersaglieri dell'Etna hanno ricordato che chi è bersagliere a vent'anni lo è tutta la vita e questa sembra essere la chiave di lettura giusta dell'entusiasmo con cui hanno sfilato tantissimi bersaglieri con pance abbondanti, con anni non più verdi, con il viso paonazzo dalla fatica, ma con i denti stretti, per non mollare proprio all'ultimo minuto. Una dopo l'altra sono sfilate tutte le regioni d'Italia, con un'infinità di fanfare, tutte a suonare il "passo di corsa" nell'ultimo tratto. Numerosissimi i bersaglieri del Veneto e della Lombardia, seguiti da quelli liguri e piemontesi. Per ultima è sfilata la sezione di Rimini, che ha dato appuntamento a tutti a casa propria, per il prossimo raduno nazionale del 2015.

Renato Romagnoli

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