Misteri e poteri nel noir di Borgio
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Misteri e poteri nel noir di Borgio

Una storia tutta "metropolitana", ambientata ad Asti, tra le sue vie e i suoi colori, tra le luci e le note delle festività natalizie. È il nuovo romanzo a cui sta lavorando il

Una storia tutta "metropolitana", ambientata ad Asti, tra le sue vie e i suoi colori, tra le luci e le note delle festività natalizie. È il nuovo romanzo a cui sta lavorando il costigliolese Fabrizio Borgio, che ha saputo catturare l’interesse dei suoi lettori con i suoi primi due romanzi, “Masche” e “La morte mormora” (Fratelli Frilli Editori, 2011 e 2012). «Alla sua terza indagine c’è Stefano Drago, agente speciale del misterioso “Dip”, il Dipartimento indagini paranormali: questa volta la storia ha tra i suoi ingredienti un ragazzo dotato di poteri misteriosi (il settimino), un omicidio politico, una crisi di governo, le trame di servizi segreti deviati – anticipa Borgio -. Il tutto intrecciato con un’interpretazione delle teorie junghiane degli archetipi. Ma è anche una mia personale riflessione sul senso dello Stato degli italiani, tra le altre cose».

Il 2012 si chiude per Fabrizio Borgio con una bella soddisfazione per il suo lavoro: tanta curiosità alle presentazioni del suo secondo romanzo, grande apprezzamento dai suoi lettori, una piacevole conferma per gli amici delle sue capacità di scrittore, la partecipazione a diversi concorsi letterari. Nativo di Asti, 44 anni, appassionato di cinema e letteratura, Borgio ha già pubblicato “Arcane le colline” nel 2006 e “La voce di pietra” nel 2007. Nel 2011 comincia a scrivere per Fratelli Frilli. Il genere letterario in cui si diletta è il noir.

Per il 2013 è atteso il nuovo romanzo, ma per chi ancora non l’avesse fatto c’è ancora tempo per conoscere Stefano Drago e immergersi nella lettura di “La morte mormora – I padroni di Serravalle”. Affascinante l’ambientazione, tra i paesi e gli scorci delle colline intorno alla città di Asti, con le sue nebbie e i freddi pungenti, ma anche i suoi panorami e i cieli blu. Una forte caratterizzazione dei personaggi e una trama che tiene inchiodato il lettore. Con alcune scene ed immagini davvero indovinate e difficili da scordare. L’avvio è intrigante: Corrado Falletto, sindaco di Serravalle Mormora, si suicida gettandosi dal castello del paese, dopo aver ricevuto una lettera anonima su cui era scritta la perentoria frase “Nulla cambia”. È il filo conduttore del romanzo.

«Quando il cadavere viene trovato, si scopre che è privo della testa. La terribile morte del sindaco è un trauma per la realtà chiusa e conservatrice del comune piemontese, nel quale si susseguono eventi inspiegabili – spiega Borgio –. Ma scatena anche una lotta segreta e intestina tra i vari protagonisti della politica locale. Intanto ad Asti l’agente Stefano Drago riceve l’incarico di indagare sulla scomparsa di un “Libro del comando”, un testo magico, temuto e messo all’indice dalle autorità clericali».

Un caso complicato, che si intreccia fin da subito con l’indagine sull’inspiegabile morte del sindaco. Fino alla sorprendente conclusione, al termine di quasi 400 pagine che si leggono in un soffio. Un ritratto fedele e suggestivo dell’ambiente delle nostre colline e della città, con i suoi palazzi storici e le sue antiche vie, e i richiami alle consuetudini e alle tradizioni della realtà rurale dei nostri luoghi, sono tra gli elementi che arricchiscono la fantasia che dà origine ai romanzi di Fabrizio Borgio. Il risultato sono ore di piacevolissima lettura.

Marta Martiner Testa

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