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“Napoli è la più bella del mondo, ma è anche città di paradossi: l’ideale per fare rock”

Intervista al cantautore partenopeo Edoardo Bennato che stasera salirà sul palco di Astimusica

Edoardo Bennato in concerto

Sarà un concerto all’insegna del rock quello che animerà stasera (venerdì) piazza Cattedrale. Il festival Astimusica vedrà infatti protagonista, dalle 21, il cantautore partenopeo Edoardo Bennato.
Lo abbiamo contattato alla vigilia dell’esibizione per porgli alcune domande.

Il concerto e gli ultimi album

Nel concerto di stasera ad Asti proporrà alcuni brani evergreen. Ci può dare un’anticipazione di quali saranno?
«La scaletta del concerto la faccio all’ultimo momento, sera per sera. Posso dire che sarà un concerto ad alto contenuto rock & blues».
Sul palco astigiano quale sarà la sua “ciurma”?
«I musicisti che suonano con me da anni: Giuseppe Scarpato e Gennaro Porcelli alle chitarre, Raffaele Lopez alle tastiere, Arduino Lopez al basso e Roberto Perrone alla batteria».
Nel concerto proporrà anche canzoni tratte dall’album “Pronti a salpare”. Il brano che dà il titolo all’album le ha consentito di vincere il premio Amnesty International 2016. Quale il messaggio che ha voluto lasciare?
«”Pronti a salpare” non è una canzone rivolta ai disperati che, a rischio della propria vita, attraversano il Mediterraneo ed altri mari o altri confini. E’, invece, un appello rivolto a noi, privilegiati – almeno in teoria – del sistema occidentale. Siamo noi che, volenti o nolenti, dobbiamo cambiare mentalità, renderci conto che il benessere futuro nostro e dei nostri figli non può assolutamente prescindere dalla soluzione dei problemi del terzo mondo. Quindi… Pronti a salpare!».
Saranno poi protagonisti anche canzoni dell’ultimo album “Burattino senza fili 2017”, che contiene le riedizioni dei brani dell’omonimo album del 1977 con tre titoli in aggiunta: “Mastro Geppetto”, “Lucignolo” e “Che comico il Grillo Parlante”. Perché questo lavoro? I messaggi che contiene sono sempre attuali?
«Credo che oggi, forse più che nel ’77, siamo circondati da Gatti e Volpi, grilli Parlanti. Mangiafuoco è sempre al suo posto e la fata, metafora della condizione femminile, è ancora quella che paga di più. E che, se vuole volare, viene tirata giù!».
“Burattino senza fili” ha dato vita recentemente ad un musical, come avvenuto con “Peter Pan”. Ce ne parli.
«Sì, il musical di “Burattino senza fili” è in stato avanzato di lavorazione. Ma per scaramanzia (sono napoletano) preferisco, per ora, non parlarne… Comunque ne vedrete delle belle».
A proposito di “Peter Pan”, ora è stato proposto anche in inglese. L’obiettivo è andare alla conquista di Broadway?
«Già, è un’impresa quasi impossibile, come vendere ghiaccio al Polo Nord. Broadway è la patria dei musical… ma la vita è fatta di sogni che magari poi si realizzano».

Tra testi e progetti

A cosa si ispira per scrivere le canzoni?
«A tutto quello che mi circonda e alle mie emozioni».
Lei ha viaggiato in tutto il mondo, ma Napoli è sempre nel suo cuore e nelle sue canzoni. Cosa rappresenta per lei questa città?
«Napoli è la città più bella del mondo, ma è anche una città di paradossi e tensioni sociali che sono l’ideale per fare musica rock».
Lei ha anche redatto un progetto per una metropolitana da realizzare a Napoli. Ce ne parli.
«”Io che non sono l’imperatore” del ’75 aveva in copertina il mio progetto alternativo alle linee urbane. Ma come dice l’omonima canzone: “Chi ha visto il piano regolatore ha detto “Bravo!”, ma ride di me».

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