Nove film per 9 registi in concorso
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Nove film per 9 registi in concorso

Dal pacifismo messo a ferro e fuoco dalla strage di Nassirya in 20 sigarette alla dissacrazione grottesca della vita militare in Missione di pace. La seconda edizione dell’Asti Film festival riparte

Dal pacifismo messo a ferro e fuoco dalla strage di Nassirya in 20 sigarette alla dissacrazione grottesca della vita militare in Missione di pace. La seconda edizione dell’Asti Film festival riparte da uno dei capitoli più scottanti del cartellone 2011: se il film di Aureliano Amadei era la messa in immagini di una anonima vicenda privata a sfondo bellico, resa di eclatante dominio pubblico, il lungometraggio di Francesco Lagi ha per protagonista un pacifista intriso di slogan fino al midollo, figlio di un capitano dell’esercito (interpretato da Silvio Orlando) che si vede assegnare l’incarico di catturare un criminale di guerra in una zona pericolosa dell’area balcanica.

Dalla commedia farsesca di Lagi alla elegante ricognizione sui sentimenti effettuata da Laura Morante in Ciliegine: Amanda ha una relazione complicata con Bertrand e con il genere maschile in generale. Delusa una volta di troppo, pianta il fidanzato alla vigilia di Natale davanti a una torta senza più ciliegina. L’ultimo terrestre segna invece l’esordio cinematografico di Gian Alfonso Pacinotti, fumettista pisano di grande talento visivo. La storia del suo primo film è tanto surreale quanto visionaria, e vede all’opera un uomo solo, nell’Italia prossima a un’invasione aliena, abbandonato in tenera età dalla madre, segretamente innamorato della sua vicina.

Sulla strada di casa, opera prima pluripremiata di Emiliano Corapi, racconta la vicenda di Alberto (interpretato da Vinicio Marchioni), sposato, padre di due bambini e titolare di una piccola impresa che versa in cattive acque. Alberto “arrotonda” il salario facendo il corriere per gente poco raccomandabile. Sette opere di misericordia è l’ottimo esordio nel cinema di finzione dei documentaristi Massimiliano e Gianluca De Serio. Un film incentrato su due personaggi, una clandestina romena che dorme in un furgone in una baraccopoli alla periferia di Torino e che vive di furtarelli, e un anziano gravemente malato (Roberto Herlitzka), sottoposto a continue cure mediche.

A Martina Franca, invece, il giovane Francesco (detto Veleno) è un ragazzino di buona famiglia che vive scrutando giorno dopo giorno i ragazzi dei quartieri popolari nei loro allenamenti a pallone e nei giochi all’aperto. Il film di Pippo Mezzapesa, Il paese delle spose infelici, si pone come un racconto di formazione che si nutre di piccoli sguardi e dei ricordi d’infanzia. A Pisa, nel giugno del 1970, due ragazzi si recano per un provino con la chitarra a casa di Pino Masi (Claudio Santamaria), cantautore ben inserito all’interno dell’ambiente della contestazione, quando arriva, segretissima, la notizia di un golpe. Masi ha le idee chiare: bisogna espatriare, perché quando il colpo di stato avrà luogo, i musicisti e gli intellettuali saranno i primi della lista. Tratto da vicende realmente accadute, I primi della lista è proprio il titolo del film di Roan Johnson, racconto di viaggio pieno di spirito e affetto.

Due fratelli, dai caratteri diversi ma legati da un rapporto indissolubile, sono i protagonisti di Cavalli di Michele Rho, mentre a chiudere il cartellone de “La prima cosa bella”, sarà il film d’esordio di Ivan Cotroneo, La kryptonite nella borsa, ambientato a Napoli nel 1973, con protagonista una bizzarra famiglia.

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