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Cultura e Spettacoli

Una storia maturata tra le feste in casa
e i ritmi della sale da ballo

"Negli Anni Sessanta in Asti vi erano alcuni locali da ballo: il Circolo dei Ferrovieri estivo, in via del Mulino e il dopolavoro ferroviario "La perla", dove ora si trova

"Negli Anni Sessanta in Asti vi erano alcuni locali da ballo: il Circolo dei Ferrovieri estivo, in via del Mulino e il dopolavoro ferroviario "La perla", dove ora si trova l'Istituto scolastico "Monti", il "Whisky a gogò" in piazza Marconi, vicino alla stazione, il "Circolo degli Alpini" in via Brofferio, la "Canasta" in corso Volta e il "Winter garden", il locale più chic della città, frequentato, così si diceva, dalla gente "bene" di Asti e provincia. La domenica mattina gli studenti dell'ultimo anno delle scuole medie superiori si trovavano all'angolo dei Cocchi, comunemente detto "angolo dei fessi" e lì cercavano di combinare una festa a casa di uno o dell'altro. Ricorda Pino Gammino che "una delle case più frequentate era quella dell'amico Nino Chiarolanza, che ? per una sua certa somiglianza con l'attore Jean Paul Belmondo, noi chiamavamo Jean Paul.

Da ricordare sono poi gli alloggi messi a disposizione da Magda Dezzani, in viale alla Vittoria, da mio cugino Lino in piazza Cagni, senza dimenticare la mansarda del nostro amico Elio Verga in via Conte Verde e quella dei fratelli Nicola e Miro Di Sabato in via Lina Borgo, molto gettonate per organizzare feste per poche coppiette nei pomeriggi feriali e importante ritrovo per ascoltare, cantare, registrare, fare musica con alcuni compagni amanti del nostro genere, accompagnati più dallo strimpellio che dal suono accordato di qualche chitarra. Tra questi merita una particolare citazione l'amico Piero Notari che, coltivando sin da giovane la passione per il canto ed essendo amante delle canzoni francesi, ha deciso in età più matura di mettersi in gioco come chansonnier, ottenendo grande successo nelle sue rappresentazioni".

Non che ad Asti non si potesse ballare, ma il fatto era che ai "Ferrovieri" o alla "Perla" le ragazze in sala badavano poco agli studenti, preferendo loro dei ballerini più capaci: "Noi, a differenza dell'amico Salvatore Garipoli, molto bravo nel charleston e nel boogie ? woogie, eravamo maestri nel ballo della mattonella, che in questo locale non incontrava il favore delle fanciulle, costantemente controllate dagli sguardi attenti delle madri. ? Dovevamo inventarci qualcosa per trascorrere meglio i week end. La svolta avvenne quando fui invitato ad una festa danzante universitaria nelle sede del PSI, che si trovava sotto i portici, di fianco al Bar "Cocchi". Stava suonando il gruppo dei "Cuban Jazz men", ma siccome gli studenti prediligevano le canzoni melodiche, fui acclamato dagli amici e spinto sul palco a cantare "Love in Portofino", "La più bella del mondo", "Arrivederci", ? Vista la buona riuscita del pomeriggio, mi chiesi perché non dare un seguito a questi pomeriggi.

In breve formai il trio dei "Pino e i Saverman" (che prendeva il nome dalle iniziali dei nomi di Sacco e Verga) ? e formammo presso il "Circolo degli Alpini" quello che si chiamò il "Club 84". " L'esperienza non durò molto, ma la storia musicale di Gammino continuò e qualche tempo dopo nacque il complesso di "Pino e gli Alfieri", che iniziò la sua avventura nel 1960 e che per quasi dieci anni fu il punto di riferimento domenicale degli studenti astigiani, concludendo la sua esperienza sulla terrazza dell'Hotel "Salera", ultimo spazio in cui "Pino e gli Alfieri" furono i protagonisti assoluti. Nel frattempo vi erano stati diversi altri spazi, far cui il Circolo "Clava", un locale messo a disposizione dal PLI, cui gli studenti accedevano con tessera personale e 300 lire di ingresso: in questo frangente si unì al complesso Piero Cotto, che eseguiva brani rock e melodici, ma che poi diventò un cantante professionista.

Dopo qualche tempo "Pino e gli Alfieri" si trasferirono al Circolo del Sociale, in quella che oggi è sede del Centro Culturale San Secondo. Lì, Gammino fu contattato da un musicista del complesso di Fred Buscaglione, che aveva perso la vita poco prima in un incidente stradale e che Gammino avrebbe potuto sostituire: "Avrei dovuto cancellare dall'oggi al domani tutto il mio presente ed il mio futuro, gli studi, la famiglia, la città, il gruppo degli Alfieri e tutto ciò che con fatica e dedizione, giorno per giorno mi stavo costruendo ? Dopo notti insonni e tanti ripensamenti, la ragione prevalse sul sentimento e la mia risposta fu negativa. A distanza di anni penso di aver fatto la scelta giusta, ? perché il mio mondo è stato ed è mia moglie Marisa, ? il mio mondo è mia figlia Michela, i miei genitori, insomma la famiglia, senza dimenticare i tanti amici fedeli ?"

Renato Romagnoli

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