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Confcooperative, verso la fusione con la sede di Cuneo tra innovazione e sostenibilità

Oggi al Polo universitario l'assemblea dell'unione di Asti - Alessandria

Assemblea di Confcooperative

Confcooperative Asti – Alessandria pensa alla fusione con la sede di Cuneo. Una decisione che consentirebbe di arrivare ad avere una struttura territoriale tra le prime cinque d’Italia, con 505 cooperative associate.
A deliberare su questo punto sarà l’assemblea di Confcooperative Asti – Alessandria, in programma oggi (martedì) alle 15 presso il Polo universitario astigiano di piazzale De André.

Gli argomenti di discussione

Titolo dell’assemblea sarà “Innovazione e sostenibilità”.
«In un contesto molto preoccupante dal punto di vista economico e occupazionale come quello attuale – spiega Mario Sacco, presidente di Confcooperative Asti-Alessandria – il settore delle cooperative “tiene”. Anzi, aumenta l’occupazione, mettendo al centro la formazione (un aspetto da valutare con grande attenzione) e l’innovazione, perché le cooperative hanno anticipato i tempi e hanno fatto lavoro di squadra. Prendiamo, ad esempio, il settore agricolo e vitivinicolo: la cooperazione rappresenta un terzo della produzione dell’Astigiano e in questo ambito le cantine sociali hanno potenziato impianti e aumentato gli investimenti puntando su innovazione e ricerca. Le cantine sono diventate così punti di riferimento importanti per i consorzi e stanno entrando nei mercati internazionali».
Altro esempio, il settore delle costruzioni. «Siccome il mercato residenziale è saturo – continua – le cooperative hanno puntato sull’housing sociale e investito in progetti innovativi. In quattro anni a livello locale hanno costruito oltre 400 alloggi (come ad esempio in piazza D’Armi) con la logica di mettere al centro la persona e non più il mattone. Parliamo di alloggi concepiti in funzione delle diverse esigenze delle famiglie: single, nuclei poco numerosi, giovani coppie che hanno bisogno di un alloggio a basso prezzo, anziani che necessitano di servizi particolari. Le cooperative del settore costruzione, in rete con quelle dell’ambito logistico, socio-assistenziale e socio-sanitario, riescono a garantire servizi quali l’infermiere per gli anziani soli, le pulizie in alloggio, la consegna della spesa a casa. Senza contare gli appartamenti costruiti a misura di disabile. Il tutto all’insegna dell’alloggio sostenibile socialmente ed economicamente».
Infine Sacco ricorda il caso delle cooperative di consumo e distribuzione. «In un momento di apertura continua di supermercati e di diffusione delle vendite on line – sottolinea – le cooperative, come la 3A di Quarto, garantiscono la rete commerciale di prossimità nelle città o nei piccoli comuni. Un servizio fondamentale per una popolazione sempre più anziana dove i mezzi di trasporto pubblici, soprattutto nei paesi, non sono più in grado di garantire un servizio capillare come in passato».

Lo stato di salute del settore

Positivo quindi, come si evince dalle parole del presidente, lo stato di salute del settore. Nello specifico, l’unione di Asti-Alessandria rappresenta 211 cooperative, con 12.524 soci singoli, 6.255 occupati, con un fatturato globale di 443 milioni di euro, 94 milioni di patrimonio netto e 21 milioni di euro di capitale sociale.
Molta importanza, all’interno dell’unione di Asti e Alessandria, viene data all’assistenza politico – sindacale e ai servizi.
«Unionlink, che conta 50 addetti – evidenzia il presidente – è la società di servizi per i territori di Asti, Alessandria e Cuneo. Servizi anche innovativi a causa dei tempi decisamente cambiati. Al giorno d’oggi, infatti, i servizi devono avere una visione di forte propensione imprenditoriale. Noi dobbiamo infatti offrire consulenza gestionale e finanziaria, oltre che di progettazione. Le imprese, anche piccole, ormai si devono adeguare alla mole di burocrazia esistente, anche ai fini del rapporto con il sistema bancario, e devono affrontare le stesse complicazioni dalle grandi imprese. Il nostro obiettivo, quindi, è aiutarle a risolvere problemi sempre più complessi, fornendo consulenze qualificate».

La fusione

«Con i servizi di consulenza e il direttore (Pietro Cavallero) già in comune, quindi – conclude Sacco – l’assemblea dovrà prendere un’importante decisione: attuare un’unione territoriale, che dovrebbe avvenire nel 2021, per dare risposte qualificate e tempestive, fare sistema, investire in politiche di sostegno allo sviluppo. Se la fusione avverrà, manterremo le sedi di Asti, Alessandria, Cuneo, Alba, ma avremo un unico consiglio rappresentativo dei tre territori».
Nascerebbe così una struttura territoriale tra le prime cinque d’Italia con 505 cooperative, 74.302 soci singoli, 16.500 occupati e un fatturato globale di 1 miliardo e 400 milioni di euro.

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