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Coronavirus, cali massicci in hotel (-90%) e ristoranti (-80%)

Gravi gli effetti dell'emergenza sanitaria sull'economia astigiana. Violato: "Abbiamo ricevuto disdette dall'estero fino a giugno"

Massiccio effetto negativo su ristoranti e alberghi

E’ massiccio l’impatto negativo dell’emergenza Coronavirus sull’economia astigiana. A soffrire sono in particolare il settore bar/ristorazione, quello turistico e degli spettacoli dal vivo, ma ripercussioni si sono avute anche nell’ambito del commercio in generale.
Cinema, teatri e locali hanno avuto l’obbligo di chiudere a partire da lunedì 24 febbraio e annullare tutti gli eventi. Al contrario gli altri esercizi commerciali e le attività di somministrazione hanno potuto rimanere aperti, pur con alcune precauzioni per evitare il contagio (come il servizio al tavolo obbligatorio in bar e ristoranti), ma l’effetto negativo si è infatti propagato a macchia d’olio.

La posizione di Ascom Confcommercio

«Come emerso dai costanti contatti che abbiamo internamente a livello regionale – spiega Claudio Bruno, direttore provinciale di Ascom Confcommercio – da oggi (ieri per chi legge, ndr) si sta pian piano cominciando a riprendere l’attività, complice il fatto che hanno potuto riaprire cinema e teatri. Ma l’impatto negativo che ha avuto questa emergenza continuerà purtroppo nel tempo.
Il settore più colpito, anche a livello locale, è stato quello degli spettacoli dal vivo, a causa della cancellazione degli eventi (la percentuale di calo è stata del 100%) e del turismo, con la disdetta di numerose prenotazioni (-90%). Quindi quello della ristorazione (fino all’80%), dei bar (60-70%) e dei negozi in generale. Per la strada nei giorni scorsi c’era pochissima gente, e di certo il pensiero primario non era quello di recarsi a fare acquisti o shopping».
Data la situazione, Confcommercio fa appello alla collaborazione di tutti per fare in modo che si torni presto alla normalità. «Senza sminuire la portata dell’emergenza – continua Bruno – bisogna cercare di monitorare, ma non esasperare, questa situazione. E’ necessario che le informazioni siano univoche e arrivino da fonti tecniche qualificate, in modo da non generare confusione, panico e tensione tra la gente che poi, come si nota, hanno un effetto negativo anche su tante piccole e medie imprese. E continueranno ad averlo anche in futuro, soprattutto a livello turistico».
Da qui l’appello al Governo. «Come associazione a livello nazionale – conclude – lo scorso 25 febbraio, nel corso della riunione al Ministero dello Sviluppo economico, abbiamo chiesto un pacchetto di interventi a favore delle imprese, che stanno soffrendo a causa dell’emergenza, indipendentemente dal fatto che si trovino o meno all’interno delle cosiddette “zone rosse”. Ovvero: sospensione dei versamenti e degli adempimenti di natura tributaria; sospensione del pagamento delle rate dei mutui ipotecari o chirografari; accesso al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese; misure a favore delle aziende e dei lavoratori dipendenti, oltre a norme speciali in materia di ammortizzatori sociali. In questo caso si è fatto riferimento a cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) e al Fondo di integrazione salariale».

L’intervento di Confesercenti

D’accordo sulla necessità di aiutare tutte le imprese Andrea Visconti, presidente provinciale di Confesercenti. «La situazione del commercio è molto critica – dichiara – con effetti gravi causati anche dall’eccessivo allarmismo che, secondo me, è stato fatto finora. La ricaduta sulle piccole e medie imprese, sulle attività a conduzione familiare che già stanno affrontando la crisi economica, è molto pesante. Di conseguenza le misure di aiuto previste per le attività commerciali presenti nelle “zone rosse” dovrebbero essere estese a tutti».

Associazione Albergatori e ristoratori astigiani

Dall’associazione Albergatori e ristoratori astigiani, che fa capo ad Ascom Confcommercio, arriva infine un accorato appello rivolto ai cittadini della provincia. «A nome di tutti gli associati – afferma Bruno Violato, presidente dell’associazione – voglio rassicurare i concittadini del fatto che possono venire senza timore nei nostri locali. Siamo professionisti del settore e siamo i primi ad essere interessati alla salute dei nostri clienti. Siamo tenuti a seguire scrupolosamente la normativa HCCP a livello di igiene nei locali, dal piano di lavoro ai servizi igienici. Un’attenzione che abbiamo ulteriormente implementato negli ultimi giorni proprio in linea con le misure di prevenzione adottate sul territorio».
Massiccio, infatti, l’effetto negativo sulle presenze in bar, ristoranti e alberghi. «L’emergenza Coronavirus – conclude – sta vanificando i risultati ottenuti negli ultimi due anni a livello turistico. Stiamo ricevendo disdette da qui a giugno da parte di comitive provenienti dall’estero. E temo che questa situazione durerà per diversi mesi».

Unione industriale

Non sono invece stati rilevati, finora, grandi problemi a livello di imprese. «Fino ad oggi – spiega Andrea Amalberto, presidente dell’Unione industriale – gli effetti della fobia legata al Coronavirus, fermo restando il dovere di prendere provvedimenti di contenimento del contagio, hanno causato difficoltà di lieve entità. Ad esempio, il blocco delle attività di formazione, l’annullamento dei viaggi di lavoro dei commerciali o il rinvio degli appuntamenti. Certo è che, se questa emergenza dovesse protrarsi a lungo, la situazione sarebbe destinata a peggiorare notevolmente».

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