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“Il Coronavirus secondo me”: le riflessioni degli studenti astigiani

Continua la nostra iniziativa per dare spazio agli alunni delle scuole. Questa volta sono protagonisti i ragazzi del liceo artistico Benedetto Alfieri

Continua “Il Coronavirus secondo me”

Continua l’iniziativa “Il Coronavirus secondo me”, in cui diamo uno spazio di espressione agli studenti astigiani. Una pagina del giornale in cui pubblichiamo i temi e le riflessioni che tanti ragazzi sono chiamati a scrivere, su invito degli insegnanti, relativi alla diffusione del Coronavirus e alle conseguenze sulla vita quotidiana. Ma che si può allargare alla parte grafica.
Proprio come sul numero in edicola oggi, in cui abbiamo ospitato, grazie alla collaborazione delle insegnanti Elisabetta Deleonardis e Silvia Caronna, il testo di Paola Pero, alunna del liceo classico Vittorio Alfieri, e gli elaborati, con relativi testi esplicativi, di 7 studenti del liceo artistico Benedetto Alfieri (Serena Tamburini e Sveva Borelli, V F; Linda Irwn e Laurino Leonardo, V G; Matilde Roasio e Alessia Macaione, IV F; Emma Insinga, III F). Gli elaborati spaziano dalle illustrazioni digitali agli acquarelli, dagli assemblaggi polimaterici con effetti scenografici ai disegni con matite colorate e agli acrilici.
Di seguito, poi, i lavori dei loro compagni di scuola Lucrezia Nicastro, Graziella Man e Gaia Becchio (III F); Francesco Ferrara ed Erik Scaglione (V G).

Come aderire

Gli insegnanti interessati ad aderire all’iniziativa possono scrivere una mail agli indirizzi: e.ferrando@lanuovaprovincia.it e f.duretto@lauovaprovincia.it. Saremo felici di pubblicare i lavori che ci invieranno!

I lavori degli studenti del liceo artistico

LUCREZIA NICASTRO (III F)

 

Ho preso ispirazione da una fotografia, dove, attraverso una goccia, si intravede la luminosità del mondo, dove tutto pare pacato, sereno e protetto dalla sfera dell’acqua e dalla base della foglia, dove apparentemente nulla potrebbe distruggere l’equilibrio che c’è all’interno della goccia. Ma proprio un piccolo bacillo, di dimensioni infinitamente ridotte, appoggiandosi sulla goccia potrebbe distruggere o rovinare un equilibrio che – paradossalmente – non è mai esistito. Perché siamo noi che stiamo distruggendo la natura, gli animali, siamo noi che creiamo il Covid-19 e, grazie a questo, la natura si è ripresa la sua rivincita, tornano a respirare: sono tornati i delfini, non c’è smog nè buco nell’ozono; ma, nonostante tutto, le poche mascherine che abbiamo usato per difenderci le stiamo già buttando in mare o per terra, quindi siamo noi esseri umani che non abbiamo rispetto della natura, e soprattutto di noi stessi. In questo disegno c’è la perfezione, tutto ciò che noi esseri umani non sappiamo rispettare. Almeno, questo secondo il mio punto di vista.

GRAZIELLA MAN  (III F)

Quando tutti persero tutto, solo allora si accorsero che, ogni notte, il cielo era pieno di stelle che brillavano per loro. E così, una notte come tutte le altre, quel cielo diventó lo spettacolo più affascinante.

FRANCESCO FERRARA (V G)

Cerchiamo di rimanere vicini con ogni mezzo a chi combatte per noi ogni giorno.

ERIK SCAGLIONE (V G)

Il coronavirus ha piegato il mondo e costretto a stare a casa molte persone, anche e soprattutto dai luoghi di lavoro. Ma se fosse il Covid19 a rimanere a casa? Visto che non siamo i suoi datori di lavoro, restare a casa è l’unico modo per “licenziare” il virus e dimettere i pazienti.

GAIA BECCHIO (III F)

Il mondo come petali di rosa. Alcuni, piccoli e deboli, altri, grandi e forti. Quello che fa di loro una forza è lo stare uniti. Una rosa senza petali è fragile, così ho pensato potesse rappresentare bene la situazione in cui ci troviamo ora. Costretti a stare lontani, sì, ma l’unico modo per sopportare le spine è restare uniti.

 

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