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“L’importante in questo periodo è tenere in piedi le imprese”

Intervista ad Andrea Amalberto, presidente uscente dell'Unione industriale e candidato per il secondo mandato alle elezioni in programma giovedì

Unione industriale, parla Andrea Amalberto

«In questo momento non è importante fare utili, ma tenere in piedi le aziende. Al riguardo posso dire che le imprese dell’Astigiano, essendo solide e ben strutturate, riusciranno a superare la pandemia, da cui usciranno anche più forti di prima».
Sono le parole di Andrea Amalberto, imprenditore (è titolare di Ecologia Lavoro Ambiente Srl e Fratelli Amalberto Snc) e presidente uscente dell’Unione industriale. Ma anche unico candidato in vista dell’assemblea dell’associazione in programma giovedì 12 novembre, durante cui i soci saranno chiamati ad eleggere la propria guida per i prossimi due anni.
Presidente, quest’anno l’assemblea sarà diversa dal passato…
«Sì. Sarà in forma solo privata e on line, nonostante avessimo tutto pronto per svolgerla anche in forma pubblica, in presenza, con alcuni relatori molto importanti. Ma la situazione è questa, non si può fare altro, se non sperare di poter rimandare l’assemblea pubblica nei prossimi mesi. Anche l’elezione del presidente avverrà tramite la votazione on line, tramite il sistema certificato di Confindustria».
A questo proposito lei è l’unico candidato…
«Sì. Sono stato eletto due anni fa, ma il nostro statuto prevede la possibilità di un ulteriore mandato sempre della durata di due anni. Il consiglio dell’associazione, dopo aver consultato i saggi, ha deciso appunto di propormi per il secondo mandato».
A cosa ha lavorato in questi due anni da presidente?
«Nel 2018 avevo presentato un programma, di cui alcuni punti non sono stati realizzati perché dallo scorso febbraio, con l’arrivo della pandemia, le priorità sono state altre, essenzialmente volte a supportare i soci in questa delicata fase del Paese e della situazione economica, stretti tra chiusure, lockdown, codici Ateco. Però posso dire che in questo periodo l’associazione si è dimostrata forte e coesa, ha collaborato con le altre associazioni del mondo di Confindustria (in particolare abbiamo ottimi rapporti con quelle di Alessandria a Torino) e dimostrato la presenza concreta sul territorio, per esempio con azioni molto importanti a favore del comparto sanitario, a vantaggio di tutti gli Astigiani».
Quanti soci conta l’Unione industriale?
«Circa duecento. In questi due anni il numero dei soci è aumentato: molti si sono avvicinati a noi e si sono iscritti, soprattutto nel 2019».

La situazione economica nell’Astigiano

Qual è la situazione economica nell’Astigiano?
«Stiamo vivendo un momento difficile, per cui la maggior parte delle aziende (chi prima, chi dopo) è destinata a soffrire. L’importante, in questo frangente, è tenere in piedi le aziende, resistere, senza pensare agli utili. Io ritengo che l’Astigiano possa contare su aziende solide e strutturate che riusciranno ad uscire dalla pandemia anche più forti di quando è cominciata l’emergenza sanitaria. Il nostro territorio ha tante potenzialità che consentono un rilancio dopo questa situazione da cui, secondo le ultime stime, si uscirà, economicamente parlando, nel 2022, in quanto il 2021 sarà ancora un anno complicato. A questo proposito voglio anche ricordare l’apporto che potrà arrivare dalla Camera di Commercio di Alessandria-Asti, nata lo scorso 1° ottobre, che ha un portafoglio nettamente più ricco rispetto a quello che aveva l’Ente astigiano. E che arriveranno anche in Piemonte i fondi del Recovery Plan. Certo, saranno spesi in buona parte per il comparto sanitario, ma verranno utilizzati anche per una serie di opere infrastrutturali che porteranno ossigeno al sistema produttivo piemontese. In generale, a parte i momenti meramente emergenziali, credo infatti poco alla distribuzione di soldi a pioggia. Più efficace, per il sistema produttivo, sono interventi quali l’avvio di opere infrastrutturali, la riduzione dei costi energetici e il finanziamento di start up».

Elisa Ferrando

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