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“Scuole: ancora calcoli sul distanziamento sociale, in attesa di ulteriori docenti”

Intervista alla dirigente dell'Ufficio scolastico territoriale, Pierangela Dagna, sul lavoro di programmazione in vista del ritorno tra i banchi a settembre

Parla la dirigente Pierangela Dagna

Pierangela Dagna

Si stanno facendo i calcoli, nelle scuole astigiane, per capire in che modo si tornerà in classe dal 14 settembre, data di avvio dell’anno scolastico 2020/2021. I calcoli si riferiscono ai parametri di distanziamento sociale che oramai riguardano tutti gli ambiti della vita comunitaria, necessari a prevenire i contagi da Coronavirus. E che costituiscono una parte fondamentale anche del Piano scuola per la ripartenza, contenente le linee guida del Ministero dell’Istruzione per il prossimo anno scolastico, pubblicato lo scorso 7 luglio.
Abbiamo domandato alla dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale, Pierangela Dagna, a che punto è il lavoro di programmazione in vista del (complicato) ritorno tra i banchi.
Dirigente, come sta portando avanti la programmazione?
«Già alla fine di giugno ho svolto con i dirigenti scolastici della provincia di Asti riunioni, prima a piccoli gruppi poi più estese, per capire quali sono le criticità, alla luce della normativa anti Covid, riguardo al prossimo anno scolastico. Poi, il 7 luglio, è stato finalmente approvato il Piano scuola, che ci ha dato indicazioni più precise (anche se alcuni dubbi rimangono) su cosa si può fare».
Cosa è emerso finora?
«I dirigenti stanno effettuando i calcoli per capire quanti alunni possono stare nelle aule che hanno a disposizione. E, quindi, per sapere se hanno bisogno di ulteriori spazi e docenti (nel caso in cui debbano formare classi in più con gli alunni “eccedenti” da quelle attuali)».
Cosa succede se gli spazi non sono sufficienti?
«Ci sono due questioni da valutare: spazi e docenti. Nel primo caso i dirigenti possono chiedere al Comune (se sono responsabili di materne, elementari o medie) o alla Provincia (superiori) interventi di edilizia leggera, grazie al fatto che sono assegnatari rispettivamente di 400mila e 500mila euro di fondi Pon per interventi di questo tipo proprio in vista dell’avvio del prossimo anno scolastico. Per interventi di edilizia leggera intendo, per esempio, la realizzazione di tramezze, magari per sfruttare un corridoio ampio o un locale comune da utilizzare come aula, in modo da ricavare spazi ulteriori».
«Nel secondo caso devono chiedere, cosa che hanno fatto con un elevato senso di responsabilità, organico aggiuntivo per avere i docenti destinati alle classi che si formeranno con gli alunni “in eccedenza”. Il nodo è che gli organici aggiuntivi non sono ancora noti e si conosceranno (spero) a fine luglio. Per questo io ho consigliato ai dirigenti di tenere pronti due scenari: uno basato sull’organico aggiuntivo e uno sulle risorse attuali».

Il nodo dell’orario

E se l’organico aggiuntivo non venisse assegnato?
«Le scuole potranno decidere di organizzare dei turni, magari al pomeriggio o al sabato mattina, tanto che abbiamo chiesto alle Amministrazioni la possibilità di accendere il riscaldamento nella stagione invernale in questi casi. In quest’ottica con la Provincia stiamo ragionando anche a livello di trasporti, dato che molti studenti delle superiori arrivano dai paesi dell’Astigiano».
Le scuole riusciranno a garantire l’orario curriculare?
«Lo sforzo che si sta compiendo è proprio quello di garantire un orario il più vicino possibile a quello curriculare. E su questo punto il Piano scuola, cioè il nostro “faro” ad oggi, non lascia dubbi: per quanto riguarda elementari e medie l’orario curriculare dovrà comunque essere svolto interamente in presenza entro la fine dell’anno scolastico. Di conseguenza, se si partirà con un orario ridotto, si dovrà comunque recuperare, per esempio ricorrendo al sabato oppure eliminando ponti e giorni di vacanza durante l’anno. Per quanto riguarda le superiori c’è invece più flessibilità, per cui l’orario curriculare dovrà comunque essere svolto interamente, ma anche ricorrendo alla didattica a distanza».
«Comunque spero di sapere al più presto l’assegnazione sull’organico aggiuntivo, in modo che le scuole possano informare le famiglie dopo la metà di agosto su come saranno organizzate».
E le scuole dell’infanzia?
«Su questo punto, purtroppo, c’è ancora nebulosità. Non essendo scuola dell’obbligo non è chiaro se si debba garantire entro la fine dell’anno l’orario completo. Per questo stiamo inviando richieste di chiarimento al Ministero su vari punti».
Quali sono le scuole che sono più in difficoltà dal punto di vista dei parametri di distanziamento e degli spazi?
«Sicuramente la media Brofferio, caratterizzata da un edificio con aule poco spaziose ma classi numerose, e poi alcune scuole interessate da cantieri importanti».

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