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Economia
Iniziativa

Al via l’indagine sui consumi ad Asti e Alessandria tra spreco, indebitamento e acquisti compulsivi

Da lunedì 4 marzo il questionario on line promosso da Federconsumatori in collaborazione con Consumer’s forum, con il sostegno della Camera di Commercio

Sarà attivo da lunedì 4 marzo il link al questionario per partecipare all’indagine conoscitiva sui comportamenti dei consumatori delle città di Alessandria e Asti. Intitolata “Dove compro, cosa acquisto, quanto spreco”, è promossa da Federconsumatori Piemonte insieme all’associazione Consumer’s forum, con il sostegno della Camera di Commercio di Alessandria – Asti.
A presentare l’iniziativa, ieri (venerdì) in conferenza stampa, il vice presidente di Federconsumatori Piemonte Bruno Pasero affiancato da Giancarlo Trento, collaboratore e segretario organizzativo Spi Cgil (pensionati), e Claudio Torchio, responsabile dello sportello Federconsumatori presso la Cgil di Asti. Al loro fianco, in rappresentanza della Camera di Commercio, Giorgio Guasco, componente del consiglio di amministrazione, e Roberta Panzeri, direttore generale.

Il progetto e le finalità

«Questo progetto, ideato da noi e sostenuto dall’Ente camerale – ha introdotto Pasero – vuole approfondire modalità e luoghi del consumo per analizzaere il rapporto tra acquisto e spreco, l’indebitamento per comprare beni durevoli e l’aspetto dell’acquisto compulsivo. Infine, vuole attuare una comparazione della rete distributiva e dei potenziali consumatori nelle città di Asti e Alessandria».
«Conoscere i comportamenti del consumatore nei due capoluoghi – ha continuato – vuol dire mettere a confronto due realtà che – sia sul piano economico, sia su quello del reddito medio pro capite – evidenziano alcune sfumature e differenze che meritano attenzione. E, soprattutto, scattare una fotografia sui temi del consumo e dello spreco».
L’indagine ha obiettivi concreti. «La finalità è raccogliere dati – ha sottolineato – che consentano di adottare iniziative (ad esempio incontri formativi e informativi) per educare il consumatore sui temi dello spreco, dell’indebitamento e dell’acquisto compulsivo. La nostra associazione, infatti, è impegnata da sempre a favorire il migliore orientamento del consumatore».

I dati di riferimento

Pasero ha poi fornito alcuni dati a respiro nazionale sugli aspetti al centro dell’indagine. «Ogni anno in Italia – ha ricordato – vengono sprecati 8,65 milioni di tonnellate di cibo (peggio fanno solo la Germania, con 10,9, e la Francia, con 9), pari a 146 chili a persona, 15 in più rispetto alla media europea. Il 73% dello spreco si verifica in casa. La perdita economica collegata tocca i 22,8 miliardi di euro, di cui 17,92 miliardi per i consumi domestici. A livello pro capite, il valore dello spreco alimentare si traduce in una perdita pari a 385 euro».
Il questionario, anonimo, contiene 20 domande che indagano status sociale, fascia di reddito, numero dei componenti della famiglia e propensioni all’acquisto del consumatore. Tra le domande inserite, anche la propensione all’acquisto di prodotti del territorio.

I commenti

«E’ una ricerca a tutto tondo – ha commentato Roberta Panzeri – che tocca diversi temi, dagli aspetti più economici a quelli sociologici, fino alla questione sostenibilità. Questo il motivo per cui l’Ente camerale ha deciso di sostenerla».
Curioso di conoscere i risultati Giorgio Guasco. «Da presidente onorario del consorzio 3A, che associa oltre 150 punti vendita di alimentari nel Nord Ovest – ha commentato – sono molto interessato a cosa emergerà dall’indagine, in un settore diventato decisamente “defidelizzato”, dove si acquista in base alle offerte promosse offerte dai supermercati, e dove stanno crescendo i discount a causa dell’erosione del potere di acquisto dei cittadini».
Gli ha fatto eco Giancarlo Trento. «Dal nostro osservatorio del sindacato pensionati – ha evidenziato – possiamo dire che stiamo assistendo ad un cambio di paradigma. A causa dell’erosione del potere di acquisto delle pensioni il ricorso all’indebitamento non è più solo legato ad un acquisto straordinario (per esempio l’automobile nuova), ma per far fronte a beni e servizi ordinari (pagamento delle bollette). La sensazione, quindi, è che un segmento della società sia sempre più fragile, per cui l’orientamento ad una modalità di consumo consapevole diventa ancora più importante».

I risultati

L’indagine sarà ritenuta valida se il campione di risposte sarà pari ad almeno 200 per ogni capoluogo. I consumatori di Asti possono partecipare all’iniziativa compilando il questionario al link https://forms.gle/NKvs1kqxZy89h9uA6.
I risultati saranno resi noti mercoledì 10 aprile nella sede della Camera di Commercio. Ad analizzarli, tra gli altri, il giornalista Enrico Sozzetti, la ricercatrice dell’Università di Torino Eleonora Chiasis, il presidente di Consumer’s Forum Sergio Veroli e la psicologa Flavia Cavalero.

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