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«Alla Douja d’Or solo il meglio dell’eccellenza italiana»
Economia

«Alla Douja d’Or solo il meglio dell’eccellenza italiana»

Parla Michele Alessandria, direttore nazionale dell’Onav, l’Associazione assaggiatori vino che ogni anno collabora con la Camera di Commercio per l’organizzazione del concorso

«Sarà una Douja diversa da quella degli ultimi anni». Parola di Michele Alessandria, direttore nazionale dell’Onav, l’Associazione nazionale assaggiatori vino che ogni anno collabora con la Camera di Commercio per l’organizzazione del concorso.

Le novità non riguardano solo il cambio di sede, ma anche gli altissimi standard qualitativi che da quest’anno i vini da Oscar presenteranno. «Abbiamo sempre scelto di fare della qualità la nostra portabandiera. Da questa edizione però abbiamo voluto alzare ancora di più l’asticella per presentare al pubblico solo il meglio dell’eccellenza italiana» continua il direttore.

Un uomo che di concorsi enologici se ne intende, considerando che con l’Onav segue il concorso Douja d’Or dal 1977 e in questa edizione del 50ennale non manca di fare alcune considerazioni: «negli anni il pubblico che si presenta al salone è cambiato. Se prima attiravamo l’interesse di un consumatore maturo ed esperto, oggi siamo punto di riferimento anche per i più giovani. Sempre più ragazzi, poco più che ventenni, si avvicinano al mondo del vino con curiosità e competenza. Anche le donne sono sempre più coinvolte e partecipi. Chi si presenta al bancone delle degustazioni ha le idee chiare, cerca magari delle conferme oppure chiede di assaggiare un’etichetta che diversamente avrebbe difficoltà a trovare. Ovviamente a farla da padrone sono le bottiglie di Barolo, Barbaresco e le Barbera Superiore, ma anche i passiti e gli aromatici. Quest’anno abbiamo voluto dare maggiore attenzione al territorio, creano una sezione ad hoc per i vini pregiati dei territori Unesco di Langhe, Roero e Monferrato».

Perché è bene ricordalo: la Douja non è una fiera di settore ma un tempio di cultura enologica. Per Michele Alessandria il concorso astigiano è dunque una vetrina preziosa per le aziende vitivinicole che partecipano e che presentano i propri prodotti, ma anche l’occasione per «educare» i consumatori al corretto consumo di vino.

«Ormai si è fatta strada l’idea di una vera e propria cultura del vino. Uno stile di vita che ricerca il meglio per il palato. Chi frequenta le sale degustazioni della Douja non vuole placare la sete ma trarre piacere dall’assaporare un prodotto di altissimo livello. Qui trovano l’eccellenza e un livello qualitativo che sarà poi il metro di giudizio futuro per la scelta e l’acquisto dei prodotti. E’ un modo per creare una coscienza della qualità perché poi il pubblico inevitabilmente cercherà quelle peculiarità e quei sapori che si sono scoperti alla Douja».

Importante è anche la presenza di visitatori stranieri al concorso, che per Michele Alessandria non sono però mai troppi: «ci auguriamo di vederli aumentare sempre di più. Chi viene da segno di apprezzare i nostri prodotti, sono preparati, fanno domande precise. Nessuno esce deluso, siamo assolutamente all’altezza delle loro aspettative».

Lucia Pignari

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