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Asti, la direttrice CERN Fabiola Gianotti: “Ricerca scientifica e industria sono partner per il progresso di tutti”

Il suo intervento ieri all’assemblea annuale dell’Unione Industriale che si è svolta al Pastificio Rey di San Damiano

Un’assemblea generale dell’Unione Industriale che ha puntato altissimo, quella di Asti che si è tenuta ieri nello stabilimento del pastificio Rey di San Damiano.

Ospite d’onore, in video call da Ginevra, la professoressa Fabiola Gianotti, astigiana con il prestigiosissimo incarico di direttrice del CERN, il centro ricerca europeo che abbiamo tutti conosciuto per aver realizzato il più potente acceleratore di particelle al mondo e per aver provato l’esistenza del bosone di Higgs, tanto per citare i risultati più noti.

La professoressa Gianotti, davanti alla platea di industriali di Asti, ha descritto il funzionamento del CERN, frutto dell’impegno costante di 23 Stati membri che garantiscono certezza di finanziamenti consentendo il lavoro di migliaia di scienziati.

Ma ha soprattutto sottolineato come la ricerca sia un ottimo volano anche economico per le industrie che guardano alle nuove tecnologie.

Da una parte, infatti, le scoperte della ricerca fondamentale trovano poi applicazione in vari campi della società; pensiamo alla rete mondiale internet (world wide web, abbreviato in www), alle numerose applicazioni in campo medico per costruire apparecchi sempre più precisi per diagnostica e cura, strumentazioni come i dosimetri per misurare la qualità ambientale e gli esperimenti per la guida totalmente automatizzata delle auto.

Ma il CERN è anche uno straordinario “cliente” che ogni anno passa alle industrie dei Paesi soci ordini di forniture per 500 milioni di marchi svizzeri e, solo in Italia, sono 400 le industrie hi tech che riforniscono il grande centro di ricerca europeo.

L’invito della professoressa Gianotti è stato quello di guardare ai giovani e di realizzare percorsi formativi che siano in grado di soddisfare la “fame” di competenze altamente tecnologiche, in fortissima crescita senza adeguata risposta. “Perché la tecnologia rimpiazzerà sempre di più il lavoro umano e se i lavoratori non aumenteranno le loro competenze scientifiche  saranno tagliati fuori”.

Del valore della ricerca per il futuro della nostra società ha parlato il presidente di Unione Industriale di Asti Andrea Amalberto nella sua relazione annuale, snocciolando i dati di una generale ripresa del Piemonte e dell’Astigiano dopo lo stop pandemico. Grande attenzione è stata posta da lui e da tutti gli altri relatori all’opportunità senza precedenti data dai fondi del PNNR anche se tutti sono concordi nel sostenere che, da soli, non bastano a far ripartire l’economia. “Serve un cambio epocale di metodo per scaricare a terra le risorse del fondo con tempi certi e riforme che rendano più moderna ed efficiente la pubblica amministrazione. Serve più capacità di esecuzione in un’Italia dove il primo freno alla competitività produttiva, oggi, è la burocrazia”.

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