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Casa di riposo “Città di Asti”, rimane bloccata la stabilizzazione di 20 Oss

Lo ha deciso stamattina il commissario straordinario Camisola. Fp Cgil e Cisl Fp: “Ci aspettiamo un ripensamento”

Continua a rimanere bloccata la stabilizzazione a tempo indeterminato dei 20 Oss (Operatori socio-sanitari) vincitori del concorso alla casa di riposo “Città di Asti” (ex Maina).
La decisione, assunta stamattina dal commissario straordinario Giuseppe Camisola, ha suscitato la preoccupazione di parte dei sindacati.
Per capire la questione bisogna fare un passo indietro. Il riferimento è alla procedura di selezione bandita dalla casa di riposo nel luglio 2019 ed espletata a dicembre dello stesso anno, contro cui un gruppo di partecipanti aveva fatto ricorso al Tar. Mercoledì è stata notificata la sentenza, ancora appellabile al Consiglio di Stato, che definisce regolare la procedura.
“In questo modo – avevano scritto i sindacati di categoria Fp Cgil e Cisl Fp all’indomani della notifica – il Tar ha di fatto sbloccato il concorso, così che la casa di riposo adesso potrà procedere all’assunzione dei 20 vincitori dopo un anno e mezzo di attesa. Inoltre con questa sentenza ha compensato le spese di lite. Come sindacati esprimiamo quindi soddisfazione per la chiusura della vicenda giudiziaria che dà all’Ente e ai lavoratori interessati delle sicurezze”.

Le parole di chi ha fatto ricorso

Una soddisfazione che non è stata apprezzata da chi ha fatto ricorso. “Dispiace – affermano i ricorrenti in una nota diffusa nei giorni scorsi – apprendere l’entusiasmo di Fp Cgil e Cisl Fp riguardo ad una sentenza lesiva della dignità/rispettabilità delle lavoratrici che, per più di 10 anni, hanno lavorato presso la casa di riposo e che attendevano da tempo, con fervore, la possibilità di una stabilizzazione, come previsto dal bando, in quanto lo stesso prevedeva l’assegnazione del 50% dei posti a questo scopo”.

L’intervento di Fp Cgil e Cisl Fp

Oggi, invece, le stesse organizzazioni Fp Cgil e Cisl Fp affermano di “non comprendere la scelta della casa di riposo di continuare a lasciare in attesa i vincitori della selezione. Un percorso di stabilizzazione condiviso da Cgil, Cisl e Uil di categoria, tanto che il corso di preparazione al concorso, peraltro molto partecipato dai lavoratori, è stato organizzato unitariamente nei locali della casa di riposo. Per far fronte alle richieste dei ricorrenti sarebbe stato possibile fin dall’inizio accantonare con riserva dei posti. Per questo ci aspettiamo un ripensamento da parte del commissario”.

Le dichiarazioni del commissario Camisola

Da parte sua il commissario Giuseppe Camisola motiva la decisione andando oltre la questione del concorso. “Mantenere bloccate le assunzioni – dichiara – è un atto dovuto, dato che i ricorrenti potrebbero ancora fare ricorso al Consiglio di Stato. Quando la sentenza passerà in giudicato, valuteremo come procedere. Certo è che bisognerà tener conto del mutamento della situazione, sicuramente complicata dalla pandemia. Ribadendo che si tratta di stabilizzazione a tempo indeterminato di personale che lavora in casa di riposo da anni, e non di acquisizione di nuovi dipendenti, dovremo comunque analizzare il tutto alla luce della realtà attuale, partendo dal fatto che attualmente contiamo 100 ospiti in meno”.

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