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Dalla sicurezza sul lavoro alla pace, ecco i temi al centro del Primo Maggio

Stamattina la manifestazione di Cgil, Cisl e Uil. In piazza anche lavoratori della casa di riposo “Città di Asti”

Sicurezza sul lavoro, pace, salari adeguati in grado di contrastare l’inflazione, rinnovo dei contratti nazionali in scadenza, futuro nell’alveo pubblico per la casa di riposo “Città di Asti”. Sono stati numerosi, stamattina, i temi al centro della Festa dei lavoratori che ha visto nuovamente scendere in piazza, dopo i due anni di pausa dovuti alla pandemia, i sindacati Cgil, Cisl e Uil.
Tra bandiere e striscioni si è infatti svolta la tradizionale manifestazione unitaria con il corteo che, preceduto dalla banda “G.Cotti”, è partito dal circolo della Way Assauto per poi percorrere diverse vie della città e arrivare in piazza Alfieri. Qui si è svolto il comizio con diversi interventi, tra cui quelli del sindaco Maurizio Rasero e del presidente della Provincia Paolo Lanfranco, terminato con il concerto della band Room5.

Il ricordo dei morti sul lavoro e della guerra in Ucraina

Marco Ciani, segretario provinciale Cisl Alessandria – Asti, ha innanzitutto ricordato con un minuto di silenzio “sia i numerosi morti sul lavoro (206 in Italia dall’inizio dell’anno, che salgono a oltre 400 se si aggiungono coloro che sono mancati sul tragitto per raggiungere il luogo di lavoro) e la popolazione civile che in Ucraina sta soffrendo sotto le bombe”. A questo proposito Ciani ha fatto riferimento, oltre alla tragedia che la guerra porta con sé, anche alle conseguenze che determinerà dal punto di vista economico, “che oggi si vedono solo in parte”. “Pensiamo – ha affermato – al fatto che molte aziende faticheranno a rimanere attive a causa dei costi elevati dell’energia e delle materie prime; al fatto che le entrate dei lavoratori saranno falcidiate dall’inflazione, esplosa in questo periodo e che non vedevamo da anni. Una fase in cui i sindacati avranno un ruolo molto importante”.
Infine Ciani ha lanciato un appello al lavoro corale sul territorio per rilanciare lo sviluppo dell’Astigiano “che, in base agli indicatori su disoccupazione e bassa scolarità, si trova in una situazione peggiore rispetto alle altre città del Nord Italia”.

Le rivendicazioni per i lavoratori

A dirsi emozionato di rivedere i lavoratori in piazza Pierluigi Guerrini (Uil), che ha sottolineato gli attacchi cui è soggetto il mondo del lavoro. “Mentre c’è chi vorrebbe mettere in discussione lo Statuto dei lavoratori – ha affermato – assistiamo al fatto che i lavoratori che hanno garantito il funzionamento del Paese durante la pandemia (nella sanità, nelle case di riposo e nei supermercati) ora sono stati dimenticati e sono precari. Senza contare i 7 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo del contratto nazionale. Basti pensare al caso che vede coinvolti gli addetti alla Vigilanza privata: da 7 anni in attesa di rinnovo, nei giorni scorsi hanno assistito all’arrivo di una nuova associazione imprenditoriale che vuole rimettere tutto in discussione. In tale contesto noi sindacati siamo pronti a lottare, in modo unitario. Infatti i lavoratori vincono solo se sono uniti”.

Le conclusioni di Francesca Re David

A Francesca Re David, già segretaria generale Fiom Cgil e ora segretaria nazionale Cgil, il compito di proporre le conclusioni a nome di tutti e tre i sindacati. “In questo periodo – ha sottolineato – si parla sempre di famiglie e imprese, ma molto poco dei lavoratori. Peccato che siano stati i lavoratori e tenere in piedi il Paese durante la pandemia negli ospedali, nelle case di cura, nella Pubblica Amministrazione, nella scuola, nelle fabbriche e nei supermercati. Lavoratori prima esaltati e ora precari.
E’ un atteggiamento che non ci piace. Come non ci piace che non vengano rinnovati in contratti nazionali, che salari e pensioni siano penalizzati fortemente dall’inflazione, che siano ripresi i licenziamenti anche in quelle aziende che hanno ricevuto soldi dallo Stato. E non va bene che la ripresa post pandemia sia stata avviata con appalti e subappalti senza clausola sociale e con lavoratori precari e anziani in edilizia. Se il bonus 110% è accompagnato da ponteggi vecchi e subappalti a noi non va bene, in quanto l’errore umano è dovuto alla stanchezza, alla fatica e alla mancata formazione”.
Infine un riferimento alla guerra in Ucraina. “La frase scelta per le nostre manifestazioni del I Maggio a livello nazionale – ha ricordato – è “Al lavoro per la pace”, una frase bellissima. I lavoratori sono costruttori, non distruttori. Noi siamo contro la guerra, che non si ferma aumentando le spese militari ma dando valore agli organismi internazionali. Dobbiamo pretendere un diverso modello di sviluppo e di Paese che metta al centro le persone”.

Il riferimento alla casa di riposo “Città di Asti”

Durante gli interventi, sia dei sindacalisti sia dei politici, sono stati anche ricordati i lavoratori della casa di riposo “Città di Asti” (ex Maina), parte dei quali erano presenti in piazza con uno striscione. Il 14 luglio, infatti, scadrà il mandato del commissario straordinario Pasino. “Considerando questa scadenza – ha spiegato ai cronisti Alessandro Delfino, segretario generale territoriale Cisl Fp, al termine del comizio – il territorio deve trovare una soluzione alla situazione di difficoltà economica attuale della casa di riposo che, secondo noi sindacalisti, deve passare attraverso due fasi. Primo, la trasformazione da Ipab ad Azienda di servizi alla persona, passaggio obbligato per accedere, e questa sarebbe la seconda fase, al Superbonus in modo da procedere alla necessaria ristrutturazione edilizia”.
Per Cgil, Cisl e Uil il futuro della casa di riposo dovrà essere nell’ambito pubblico. “Siamo contrari alla privatizzazione”, ha ribadito Roberto Gabriele, segretario generale territoriale Fp Cgil. “E’ l’unica strada – ha proseguito – per restituire ad Asti un presidio fondamentale che consenta anche di dare un futuro di tranquillità a tante persone in difficoltà economica. Chiediamo quindi alla Regione Piemonte le indicazioni affinché diventi Azienda di servizi alla persona e possa procedere con ristrutturazione e piano industriale”.
E’ stato infine ricordato un risultato ottenuto nei giorni scorsi. “Giovedì – ha annunciato Delfino – come Cgil, Cisl e Uil abbiamo concluso un accordo sindacale che ha consentito il passaggio in B3 di 34 Oss (Operatori socio-sanitari), grazie a cui hanno accesso alla mobilità verso altri Enti e al contratto che spetta loro di diritto”.

 

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