Firme contro la riforma Fornero,i banchetti tornano in piazza
Economia

Firme contro la riforma Fornero,
i banchetti tornano in piazza

Rifondazione, FdS e Alba rilanciano la raccolta firme per indire un referendum abrogativo contro la cosiddetta Riforma Fornero. L'obiettivo è superare gli effetti della riforma sul tema delle pensioni, ripristinando così il sistema previdenziale precedente

Prosegue anche ad Asti la raccolta firme per chiedere il referendum contro la Riforma Fornero. La campagna, lanciata a livello nazionale con l’obiettivo di raccogliere 700mila firme in tre mesi, ha visto infatti l’adesione del Comitato locale per il referendum, cui hanno aderito Rifondazione comunista, Federazione della sinistra, A.L.B.A (Alleanza per il lavoro, i beni comuni, l’ambiente) oltre ad alcune associazioni e forze sindacali.

«La raccolta firme – ha spiegato Sergio Zappa in occasione della conferenza stampa di presentazione – riguarda due quesiti referendari che puntano a superare gli effetti della Legge Fornero sulle pensioni, che allunga di oltre sei anni il tempo del lavoro. Sono infatti stati presentati due quesiti: uno abrogativo totale dell’articolo 24 della Legge 214 del 2011, e un secondo che, anche in relazione alla giurisprudenza della Corte Costituzionale, abroga parzialmente l’articolo 24, intervenendo sulle norme maggiormente inique».

L’obiettivo dei promotori è, quindi, ripristinare il sistema previdenziale precedente alla riforma eliminando le principali iniquità e intervenendo anche sulla questione dei lavoratori esodati (in provincia di Asti sono tra i 100 e i 150), ovvero coloro che hanno perduto il posto di lavoro a seguito di una ristrutturazione aziendale, di un accordo sindacale o economico, contando di poter accedere in breve tempo alla pensione, e che hanno visto allungarsi il periodo di tempo di attesa a causa della riforma. I promotori hanno quindi sottolineato quali sono, secondo loro, le vere ragioni che hanno portato il Governo ad adottare la riforma.

«Non è vero – affermano – che la Riforma era indispensabile perché l’Inps era vicina alla bancarotta e le pensioni gravavano troppo sul bilancio dello Stato. Al contrario il nostro sistema pensionistico era in equilibrio finanziario fino e oltre il 2060: lo provano sia gli studi del Ministero che gli organismi europei. La riforma è stata voluta per fare “cassa subito”, utilizzando i contributi versati per le pensioni e destinandoli a ripianare il bilancio dello Stato, il cui debito non è dipeso dalla spesa pensionistica, ma dalla speculazione finanziaria, dal buco nero dell’evasione, da anni di politiche economiche sbagliate. E l’obiettivo, in prospettiva, è quello di smantellare il sistema pubblico a favore dei fondi privati».

I banchetti saranno il sabato mattina davanti ai supermercati Famila, Coop e Borgo; il sabato pomeriggio in centro città; durante la settimana davanti all’ospedale Cardinal Massaia e il mercoledì sulla scalinata di piazza Campo del Palio.

e. f.

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