Gate, prorogati i contratti di solidarietà. Alpina, tra spiragli e strategie
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Gate, prorogati i contratti di solidarietà. Alpina, tra spiragli e strategie

La crisi economica continua a rendere, anche nell’Astigiano, la vita difficile a imprese e lavoratori, ma ogni tanto compare qualche spiraglio positivo.Alla “Gate” di corso Alessandria, ad

La crisi economica continua a rendere, anche nell’Astigiano, la vita difficile a imprese e lavoratori, ma ogni tanto compare qualche spiraglio positivo.
Alla “Gate” di corso Alessandria, ad esempio, nei prossimi giorni sarà dato ufficialmente il via libera al quarto anno dei contratti di solidarietà. Ciò significa che i circa 250 dipendenti coinvolti potranno godere di un altro anno di ammortizzatori sociali, precisamente fino al 31 agosto 2014, e rimandare lo spettro della mobilità e dei licenziamenti.

intesa è stata raggiunta nella scorse settimane tra rappresentanze sindacali interne (Rsu) e azienda, che produce motori per il raffrescamento dei radiatori auto e che, dal 1999, appartiene alla “Johnson electric” di Hong Kong. In sostanza, l’ammortizzatore sociale sarà concesso fino al 31 agosto 2014 in modo da allontare, ancora di un anno, le procedure di licenziamento. Lo stabilimento, infatti, è stato interessato, da alcuni anni ormai, da un pesante piano di ristrutturazione dovuto alla crisi economica internazionale e che, nonostante nel tempo sia stato ridimensionato, prevede ancora numeri alti, ovvero circa 100 esuberi.

«In questo modo non è stato ovviamente risolto il problema – commenta Silvano Uppo, segretario provinciale Uilm – ma almeno siamo riusciti a guadagnare un altro anno per cercare di evitare, o quantomeno di ridurre, gli esuberi previsti dall’azienda. Un anno in cui speriamo possa migliorare la congiuntura internazionale e, magari, durante cui il Governo potrebbe intervenire per modificare la legge Fornero sulle pensioni. Dal giugno 2014, poi, siamo già d’accordo con l’azienda che verificheremo gli assetti produttivi per analizzare con precisione la situazione».

Spiraglio positivo anche alla “Alpina industriale SpA”, azienda con sede in corso Alessandria che, dal 1989, sviluppa e realizza sistemi automatici per l’industria con una gamma di prodotti tecnologicamente avanzati e un mercato prevalentemente all’estero. A questa attività principale ha affiancato, negli anni, la realizzazione di macchine e sistemi completi per la produzione di materiale da costruzione. A causa della crisi economica internazionale e, nell’ultimo periodo, delle tensioni che agitano il Nord Africa, area con cui l’azienda lavora molto, l’Alpina industriale ha subito una contrazione di commesse, tanto da aver avuto difficoltà, negli ultimi quattro mesi, a pagare gli stipendi ai 35 dipendenti (di cui circa 15 interessati dalla cassa integrazione a rotazione).

Lo spiraglio, in questo caso, è rappresentato dall’incontro tra sindacati e azienda che si terrà all’Unione industriale in questi giorni, incontro che, come sottolinea Silvano Uppo (Uilm) «si preannuncia importante e risolutivo». Ottimista sulla questione Concetta Di Maio, amministratore delegato di “Alpina industriale”: «Stiamo mettendo in campo tutte le strategie – dichiara – per uscire dalla crisi, anche e soprattutto con l’impegno e la partecipazione convinta dei dipendenti. La situazione è assolutamente sotto controllo».

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