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Economia

“Nell’Astigiano troppe aziende hanno chiesto la deroga per produrre”

L’allarme lanciato dai sindacati metalmeccanici e dal segretario generale provinciale Cgil Luca Quagliotti

La denuncia dei metalmeccanici

“Dall’inizio della settimana alcune aziende metalmeccaniche della nostra provincia hanno deciso di chiedere la deroga alla Prefettura rispetto alle prescrizioni del Decreto del 28 marzo 2020, riprendendo l’attività (che viene bloccata solo su espresso divieto della Prefettura) sulla base di varie ragioni, per esempio perché parte della produzione può essere considerata essenziale, e quindi consentita dal decreto. Oppure grazie alla conversione dei codici Ateco (che identificano l’attività economica cui appartiene un’impresa, ndr) per rientrare all’interno dell’elenco delle attività che il decreto ha consentito di rimanere aperte. Pertanto stiamo assistendo alla “trasformazione” di molte aziende, il tutto in autonomia”.
A denunciare la situazione i segretari provinciale Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, rispettivamente Salvatore Pafundi, Mamadou Seck e Silvano Uppo.
“Con questa denuncia – continuano – vorremmo innanzitutto sottolineare che esiste una stretta relazione tra il profitto delle imprese e la salute delle maestranze che, oltre a lavorare per i propri bisogni, da sempre, con il loro servizio, fanno sì che i profitti delle imprese accrescano. In secondo luogo desideriamo sensibilizzare le autorità competenti affinché comprendano che sia necessario verificare che effettivamente le attività produttive che riaprono abbiano le motivazioni idonee per poterne chiedere la deroga”.

La preoccupazione per i contagi

I sindacalisti sono preoccupati per la diffusione dei contagi. “Il fatto di riaprire così tante attività produttive nonostante i dati non siano tali da consentire ottimismo e sia tuttora vigente il Decreto del 28 marzo fino al 13 aprile (salvo proroga) – continuano – potrebbe portare un potenziale aumento del pericolo di contagio tra i lavoratori, creando inoltre i presupposti di una eccessiva mobilità anche fuori dall’ambiente di lavoro. Infine, qualora vi siano aziende che per motivi oggettivamente comprovate da vere esigenze inderogabili di lavoro, chiediamo che sia rispettato totalmente il Protocollo di sicurezza del 14 marzo. E qualora tale richiesta non fosse messa in atto, riteniamo si debba arrivare fino ad una dichiarazione di sciopero”.

L’allarme lanciato da Luca Quagliotti

Sulla questione, allargata oltre il settore metalmecanico, era intervenuto nei giorni scorsi anche il segretario generale provinciale Cgil Luca Quagliotti. “In queste settimane – ha affermato – abbiamo più volte resistito alla tentazione di scrivere pubblicamente per denunciare le troppe aziende ancora aperte, nonostante le limitazioni che i diversi decreti hanno introdotto. Ora, però, dopo aver segnalato agli organi competenti la necessità di una puntuale verifica sulle richieste di deroga avanzate da numerose aziende astigiane – se ne contano più di 400, il 10% del totale piemontese – è venuto il momento di denunciare pubblicamente quanto sta accadendo. Questa settimana il nostro dipartimento sicurezza ci ha segnalato, infatti, che sono diverse le aziende che hanno riaperto i battenti, costringendo centinaia di dipendenti ad andare a lavorare. Non ci riferiamo, ovviamente, alle tante aziende che hanno il diritto, e in molti casi anche il dovere, di rimanere aperte in quanto inserite nei codici Ateco, ma a quelle imprese che, pur non essendo inserite nei codici Ateco, stanno sfruttando una possibilità prevista dalla norma di rimanere aperte (inoltrando la comunicazione di prosecuzione dell’attività al Prefetto) se non vi è espresso divieto da parte della Prefettura. Capita così che alcune aziende decidano di cambiare il proprio codice Ateco o di utilizzare produzioni parziali pur di rimanere aperte, vanificando le indicazioni governative volte a dare sicurezza ai lavoratori. Oppure ancora, di sfruttare uno dei vari codici Ateco di cui dispongono in quanto hanno più stabilimenti produttivi”.
“Comprendiamo le necessità delle aziende – conclude – ma siamo convinti che più riusciremo a stare “fermi”, prima saremo in grado di ripartire a pieno ritmo e a garantire la produzione di qualità di cui il nostro territorio va giustamente fiero. Siamo inoltre molto preoccupati per la prossima settimana, perché temiamo che il numero delle aziende che riprenderanno l’attività si allargherà. Per questo, doteremo le RSU, le RSA e i rappresentanti per la sicurezza nelle varie aziende in cui siamo presenti come sindacato di una scheda da compilare per verificare se effettivamente sono seguite le norme per la sicurezza e se i dipendenti sono dotati di dispositivi di protezione. Se emergeranno delle lacune, faremo subito denuncia alla Prefettura”.
“Nel frattempo – conclude – condividiamo l’ordinanza del sindaco Rasero sulla chiusura dei supermercati a Pasqua e a Pasquetta e ci auguriamo – conclude – che tutti i primi cittadini della nostra provincia facciano altrettanto».

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