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Itron, sciopero ad oltranza dopo il licenziamento di un magazziniere

Proclamato da Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Ugl. Pafundi: “Su questa vicenda chiediamo anche un tavolo istituzionale”

E’ sciopero ad oltranza alla Itron di Strada Valcossera. Proclamato da Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Ugl, è cominciato oggi per manifestare solidarietà nei confronti di un lavoratore che ha ricevuto stamattina la lettera di licenziamento.
Di fronte allo stabilimento lungo la strada per Castiglione – unico sito produttivo italiano della multinazionale, che conta circa 70 dipendenti impegnati a realizzare contatori per l’acqua – stamattina si è tenuta l’assemblea dei lavoratori, che non sono entrati in azienda per schierarsi dalla parte del collega.

Le parole di Salvatore Pafundi (Fim Cisl)

A spiegare le ragioni della protesta Salvatore Pafundi, segretario generale Fim Cisl Alessandria Asti che, con la Fiom Cgil, è il sindacato maggiormente rappresentato in azienda.
“Siamo qui – ha spiegato Pafundi – per difendere Massimiliano Lamattina (al centro nella foto in alto, ndr), dipendente dell’azienda dal 2002 con la qualifica di magazziniere, oltre che rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e sindacale (è RSU Fim Cisl, categoria di cui è anche componente del direttivo). Stamattina, infatti, ha ricevuto la lettera di licenziamento dopo sei giorni di sospensione cautelativa”.
Pafundi ha quindi raccontato la vicenda. “Mercoledì scorso i suoi responsabili hanno chiesto, a lui e ad un collega, di effettuare il controllo del Green Pass agli autotrasportatori e ai fornitori che sarebbero entrati in azienda, visto che si occupava già della verifica della temperatura corporea. Ad entrambi è stato anche chiesto di controllare, contestualmente, il documento di identità nel caso in cui ci fossero stati problemi a livello di Green Pass. Siccome su quest’ultimo punto Lamattina voleva essere sicuro di non assumersi responsabilità che non gli spettavano, non ha subito accettato, chiedendo di affrontare la questione in occasione dell’incontro con i sindacati che ci sarebbe stato giovedì 14 ottobre, già fissato su altri argomenti. La risposta non è piaciuta, tanto che con il direttore di stabilimento si è verificato un acceso diverbio verbale. Il mattino dopo Lamattina si è presentato regolarmente al lavoro ma non è stato fatto entrare. Al contrario, gli è stata consegnata una lettera che prevedeva la sospensione cautelativa per sei giorni motivata dal fatto che si era reso protagonista di un diverbio dai toni molto forti in cui aveva usato anche parole minacciose nei confronti dei direttore dello stabilimento”.
A quel punto la Fim Cisl si è mossa per rispondere alla lettera. “Abbiamo chiesto scusa per i toni utilizzati – ha continuato – ma abbiamo rigettato totalmente le accuse di minacce, peraltro smentite totalmente dai tre colleghi sentiti come testimoni della vicenda”.
I contatti con l’azienda, durante i sei giorni di sospensione, sono continuati, ma non hanno portato ad alcun risultato.
“L’idea che ci siamo fatti di tutta questa vicenda – conclude – è che i motivi del licenziamento siano dovuti al lavoro sindacale che Lamattina, che peraltro si è sempre impegnato in azienda, svolge con serietà, tanto da essere il delegato più votato. Per questo motivo ha incassato la solidarietà praticamente di tutti i colleghi, compresi gli interinali, che hanno avuto il coraggio di scioperare. Anche i tre colleghi che hanno testimoniato sono stati molto corretti. Per quanto ci riguarda, comunque, impugneremo il licenziamento, causa riguardo alla quale siamo più che tranquilli, assistiti dagli avvocati Caranzano e Tartaglino”.
“Tuttavia – conclude – chiediamo anche la convocazione di un tavolo istituzionale su questo fatto che definiamo increscioso”.

La solidarietà sindacale

Solidarietà a Massimiliano Lamattina è stata anche espressa, stamattina, dai delegati delle principali aziende astigiane, dalla Johnson Electric alla Util, dalla Cortubi alla O – Cava, che hanno presenziato allo scioopero. Ad intervenire anche i segretari generali Gianni Frenna (Ugl), Mamadou Seck (Fiom Cgil), Silvano Uppo (Uilm Uil), oltre al segretario generale regionale Fim Cisl Tino Camerano e al segretario generale aggiunto Cisl Alessandri Asti Stefano Calella.

L’azienda

L’azienda, da noi interpellata sulla questione, ha affermato che per ora non è autorizzata a rilasciare dichiarazioni sull’argomento.

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