Mercatone Uno in crisi,timori per 30 dipendenti
Economia

Mercatone Uno in crisi,
timori per 30 dipendenti

Mercatone Uno, specializzato nella vendita di mobili, elettrodomestici e prodotti per la casa, si è rivolto, lo scorso gennaio, al tribunale di Imola, sede del gruppo nato nel 1978 e comprendente

Mercatone Uno, specializzato nella vendita di mobili, elettrodomestici e prodotti per la casa, si è rivolto, lo scorso gennaio, al tribunale di Imola, sede del gruppo nato nel 1978 e comprendente anche le insegne “Tre Stelle” ed “È oro”, per la richiesta di concordato preventivo. Il gruppo emiliano con 79 punti vendita in tutta Italia e 3700 dipendenti ha raggiunto un indebitamento di 425 milioni di euro, si legge sul “Sole 24 ore”, a fronte di un fatturato in costante flessione che nel 2014 è sceso a poco più di mezzo miliardo. Un accordo con i creditori è dunque diventato l’unica alternativa possibile per individuare nuovi partner e sostenere un piano di sviluppo.

Nel frattempo, giovedì scorso, l’assessore al lavoro della Regione Piemonte Gianna Pentenero ha incontrato i lavoratori di Mercatone Uno, che hanno manifestato davanti a Palazzo Lascaris. L’assessore ha ascoltato le preoccupazioni dei dipendenti per la crisi del gruppo e ha comunicato loro di aver indetto per oggi, martedì, un tavolo istituzionale per affrontare il problema al quale sono invitati, oltre ai rappresentanti sindacali e a quelli della società, il presidente della città metropolitana, insieme ai presidenti di Provincia e ai sindaci dei Comuni in cui Mercatone Uno ha dei punti vendita, 14 in tutto il Piemonte per un totale di oltre 400 addetti.

«La situazione è delicata, l’insegna Tre Stelle ha già dichiarto il fallimento, mentre nei punti vendita Mercatone Uno non arrivano più prodotti, i clienti non acquistano col timore di non avere più garanzie di consegna e assistenza e il fatturato è di conseguenza fermo – afferma Nicola De Filippis Cgil Filcam Asti – Valuteremo tutte le ipotesi in base a quello che succerà da qui al 19 marzo, data entro la quale il tribunale di Imola deciderà se concedere o meno il concordato. Intanto, il 28 febbraio sono scaduti i termini per presentare interessi di acquisto del marchio. Il nostro scopo – prosegue De Filippis – è di tenere unito il gruppo a tutela dei lavoratori per evitare, finchè sarà possibile, la frammentazione della catena o addirittura che si arrivi alla vendita di singoli negozi a imprenditori diversi. Per questo cerchiamo di sensibilizzare le istituzioni e abbiamo chiesto alla Regione Piemonte di farsi promotrice di un incontro con la proprietà per capire le reali possibilità future».

Nella provincia di Asti l’unico punto vendita Mercatone Uno è quello di Villafranca, aperto nel 2001, conta oggi 30 dipendenti quasi tutti residenti in zona che ieri pomeriggio, lunedì, così come i dipendenti Mercatone di tutta Italia, si sono riuniti in assemblea. «Il punto vendita di Villafranca pur avendo subito a partire dal 2010 i primi ridimensionamenti, tra cui la scelta di mobilità da parte di una decina di dipendenti, risultava essere fino al mese scorso uno dei negozi più remunerativi d’Italia – spiega Ezio Lugliè, Cgil – Questo sicuramente per l’ottimo bacino di utenza di Villafranca (nell’astigiano ci sono sì molti mobilifici, ma quasi nessuna catena con prezzi contenuti come quelli del Mercatone Uno), per le capacità commerciali riconosciute agli addetti al reparto mobili oltre al buon affiatamento di tutta la squadra dei dipendenti».

Marzia Barosso

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Scopri inoltre:

Edizione digitale
Precedente
Successivo