Mobilitazione addetti mensa
Economia

Oggi la mobilitazione degli addetti alla mensa e alle pulizie in scuole e aziende

Promossa dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e UilTrasporti, è in corso anche ad Asti

Mobilitazione anche ad Asti

Sono stati duramente colpiti, a livello lavorativo, dall’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus. E oggi fanno sentire la propria voce in occasione della Giornata di mobilitazione dei lavoratori che si occupano delle mense e delle pulizie nelle scuole e nelle aziende. A promuoverla i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e UilTrasporti.
Ad Asti, nello specifico, è in corso una manifestazione in programma fino alle 12 in piazza Alfieri, sotto la Prefettura. Nell’occasione una delegazione sarà ricevuta dal Prefetto Alfonso Terribile, a cui illustrerà i disagi e i problemi che affliggono i lavoratori di questi settori e le proposte sindacali per la loro soluzione, affinché li riporti all’attenzione del Governo.

I lavoratori nelle scuole

«I lavoratori impegnati nelle mense e nello svolgimento delle pulizie nelle scuole – spiegano i sindacalisti delle tre sigle – hanno terminato la copertura dell’ammortizzatore sociale (Fondo di integrazione salariale) con causale emergenza Covid-19. In molti sono senza reddito da tre mesi grazie alla responsabilità delle numerose imprese che non hanno anticipato l’assegno ordinario e per il grave ritardo nella liquidazione dell’indennità da parte dell’Inps. Come ogni anno, poi, i lavoratori vedranno sospesi i loro contratti questo mese, con la fine dell’anno scolastico, rimanendo per l’estate senza retribuzione, senza ammortizzatori sociali e senza possibilità di ricercare una nuova temporanea occupazione a causa della crisi in atto. E, ancora, senza una prospettiva certa rispetto ai tempi e alle modalità di ripresa dei servizi per l’anno scolastico 2020/2021».

Gli addetti nelle aziende

Per quanto riguarda, invece, i lavoratori impegnati nelle mense e nello svolgimento delle pulizie nelle aziende, i sindacalisti segnalano come stiano esaurendo la cassa in deroga prevista dal Decreto Rilancio, al termine della quale non ci sono ammortizzatori sociali ordinari perché le aziende committenti non hanno, a loro volta, dipendenti diretti in cassa integrazione. In più, con la diffusione dello smart working, viene messo in evidenza che «nei prossimi mesi non saranno riattivati, o lo saranno in maniera solo parziale, i servizi in appalto».
Da qui le richieste dei sindacati. Per quanto riguarda i lavoratori impegnati nelle scuole, la proroga per almeno 27 settimane degli ammortizzatori con causale Covid -19, oltre ad una maggiore velocità di pagamento delle indennità da parte dell’Inps. E, in secondo luogo, il mantenimento del servizio mensa in occasione della ripresa dell’anno scolastico a settembre, in presenza e in sicurezza, perché parte integrante dell’offerta formativa. Oltre al rafforzamento del servizio di pulizia necessario per la salubrità degli ambienti.
Per quanto riguarda, invece, i lavoratori impegnati nel settore privato, i sindacalisti chiedono «l’accesso agli ammortizzatori sociali ordinari senza condizionalità rispetto al committente. Quindi una riforma degli ammortizzatori sociali per non discriminare i lavoratori in appalto e risposte strutturali per i lavoratori part time ciclici. Infine, misure di sostegno economico straordinarie per affrontare l’emergenza».

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