Primi giorni di saldisenza grandi entusiasmi
Economia

Primi giorni di saldi
senza grandi entusiasmi

Un po’ sotto le aspettative. E’ la fotografia dell’avvio dei saldi invernali in città, cominciati martedì scorso alla vigilia dell’Epifania e in programma fino al 2 marzo. «In base alle

Un po’ sotto le aspettative. E’ la fotografia dell’avvio dei saldi invernali in città, cominciati martedì scorso alla vigilia dell’Epifania e in programma fino al 2 marzo. «In base alle informazioni raccolte – commenta Mauro Ardissone, presidente provinciale di Confesercenti – i risultati dei primi giorni, caratterizzati da tanta gente in centro i primi due giorni e nel weekend, appaiono leggermente inferiori rispetto all’edizione 2015,  nonostante ci aspettassimo qualcosa di meglio. Ovvero un bilancio simile a quello delle vendite del periodo natalizio, che ci hanno confortato in quanto, per la prima volta dopo alcuni anni, hanno segnato un arresto del calo degli acquisti».

Due, secondo Ardissone, le cause. «Credo – annota – che questo risultato sia dovuto al clima che continua a restare mite, nonostante il freddo che ha caratterizzato i primi giorni dell’anno, e anche al fatto che molti commercianti hanno, di fatto, effettuato i saldi nelle scorse settimane, sottoforma di promozioni di vario tipo. Spero, quindi, che si metta mano al più presto al sistema dei saldi che, come si può notare, non funziona più. Ormai la logica dei saldi è superata, in quanto i cittadini sono abituati a offerte lungo tutto l’arco dell’anno, per effetto della grande distribuzione e delle vendite on line. Tanto che, anche in questi giorni, i commercianti hanno proposto sconti alti fin da subito (in maggioranza dal 30 al 50%) perché, in tale sistema, la percentuale di riduzione bassa non attira più l’attenzione».

Primi giorni di saldi senza grande appeal anche secondo Dino Penna, presidente provinciale Federmoda, “costola” di Ascom Confcommercio. «In generale i primi giorni, in cui solitamente si concentra il boom delle vendite, non hanno avuto molto seguito – afferma – anche se, nella raccolta dei dati, abbiamo rilevato alcune differenze: certi commercianti sono rimasti molto soddisfatti, mentre altri hanno registrato un andamento piuttosto deludente. Insomma, un risultato diversificato, per il quale non ci sono ragioni alla base, dato che parliamo, in tutti i casi, di commercianti di abbigliamento e calzature. Trascorsi i primi giorni, che erano quelli della “caccia all’affare” da parte di chi ha aspettato questo momento per rinnovare qualche capo del guardaroba, ora ci attendiamo l’arrivo di chi aspetterà ulteriori ribassi degli abiti cui sono interessati».

A questo proposito, però, Ascom ribadisce da tempo la necessità di riformare il sistema dei saldi. «Da una parte – conclude Penna – come Ascom siamo convinti che si debba spostare la stagione degli sconti più tardi, facendo in modo che siano veramente vendite di fine stagione. Dall’altra riteniamo si debba prestare molta attenzione alla vigilanza nei negozi affinché siano rispettate le regole, in primo luogo la legge regionale che vieta le vendite promozionali nei trenta giorni prima dei saldi».

Elisa Ferrando

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