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Il caso

Colonie feline, i volontari che si prendono cura dei gatti vogliono che il Comune convochi un tavolo permanente

L'Associazione Difesa Felini di Asti ha effettuato un sopralluogo alla Casa dell'Avvogatto e al cimitero di viale Don Bianco con i consiglieri di minoranza per chiedere le risposte che non sono ancora arrivate

«Una prima segnalazione su queste colonie feline l'avevamo fatta a giugno, un'altra a ottobre. Quella di giugno spiegava com'erano ridotti gli spazi della Casa dell'Avvogatto dove c'è una colonia felina riconosciuta. Parliamo di una casa completamente abbandonata e avvolta dalla vegetazione. Avevamo proposto all'assessore all'Ambiente, Luigi Giacomini, un progetto sperimentale tramite un uso temporaneo dell'immobile, ex articolo 23 quater del Testo Unico dell'Edilizia, così da ripristinare la pulizia del luogo e facilitare il lavoro dei volontari che si occupano dei gatti. Però il colloquio con l'assessore, avvenuto in seguito, non è stato affatto produttivo». Luca Tomatis, volontario dell'Associazione Difesa Felini di Asti, è tornato sul caso che da mesi è al centro di una vivace querelle tra il sodalizio e l'amministrazione comunale.

L'ha fatto insieme alla presidente Mariangela Peronace accompagnando, proprio alla Casa dell'Avvogatto, i consiglieri comunali di minoranza Briccarello, Malandrone, Ferlisi, Miravalle, Bosia e Miroglio. Per chi si occupa della cura dei gatti della colonia, che si trova in una zona non facilmente accessibile e nei pressi del fiume Tanaro, il Comune non starebbe facendo granché per risolvere le tante criticità di cui è stata messa al corrente anche l'Asl. Dopo una prima segnalazione ne era stata inviata un'altra, a ottobre, sempre al Comune e ancora una volta per conoscenza all'Asl e al Garante regionale per i diritti degli animali. Ma anche così la situazione è rimasta pressoché invariata mentre i volontari continuano a fare di tutto per garantire la sicurezza e la cura degli animali.

«Alla Casa dell'Avvogatto il problema principale è causato dall'immondizia interna che è malsana per i gatti - aggiunge Peronace - Avevamo proposto al Comune di mettere delle cucce, almeno in una parte dell'edificio, affinché i gatti avessero un riparo decente e accogliente. Questo per non stare in mezzo ai rifiuti che ignoti continuano a scaricare. Ma anche per questa richiesta nulla da fare».

Se alla Casa dell'Avvogatto la situazione è critica, anche alla colonia felina del cimitero di viale Don Bianco i problemi, più volte denunciati, non sono ancora stati risolti. «Abbiamo avuto l'opportunità di preparare un progetto per la colonia felina del cimitero, con l'intenzione di riqualificare una tomba decaduta da utilizzare per dare da mangiare ai gatti. In tutta risposta ci sono state rimosse le ciotole - continua Tomatis - Quindi per la Casa dell'Avvogatto, per la questione del cimitero e per il gattile di Revignano, dove ci sono due box che potremmo usare, ma che in realtà prendono la muffa, ci siamo sentiti con la consigliera Briccarello così da stimolare il Consiglio comunale.

Ancora una volta l'associazione chiede all'amministrazione Rasero di attivare un tavolo permanente che metta insieme il Comune, i consiglieri di entrambi gli schieramenti e le associazioni animaliste attive ad Asti per confrontarsi e prendere delle decisioni nell'interesse dei gatti. Resta aperto il nodo dei finanziamenti che si attendevano dalla Regione tramite un bando: si tratta di circa 100.000 euro che sarebbero stati utili a pagare l'accesso alle cure veterinarie per i gatti randagi. «Però il Comune non è riuscito ad accedere ai fondi che ora ci risultano essere finiti e non più erogabili» precisa Tomatis. Tra le altre richieste fatte, anche l'individuazione di un luogo dove poter tenere i gatti randagi dopo la sterilizzazione, per alcuni giorni, prima di rimetterli in libertà.

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