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Rassegna

Griffi: «Il mio romanzo "Digressione" parte da un presupposto di malvagità»

Lo scrittore astigiano ha inaugurato, ieri alla Biblioteca Astense, la 18esima edizione di "Passepartout en hiver"

Inaugurata, ieri (domenica) alla Biblioteca Astense, la diciottesima edizione della rassegna Passepartout en hiver con la presentazione di “Digressione” (Einaudi 2025), nuovo libro dello scrittore astigiano Gian Marco Griffi, autore rivelazione nel 2022 con “Ferrovie del Messico”.

A dialogare con Griffi sul nuovo romanzo, composto da oltre mille pagine stese in un arco di tempo molto breve («pochi mesi durante i quali scrivevo per diciotto ore al giorno»), è stata Vittoria Dezzani.

La rassegna, intitolata “Tra le righe, fuori dagli schemi” e organizzata in collaborazione con l’associazione di categoria Cna, è stata aperta dalla proiezione di un breve video in cui l’illustratore Cristiano “Lupo” Carillo ha realizzato il disegno, eseguito con fondi di caffè, ispirato al libro.

Presenti, tra gli altri, Mario Tanino, già direttore provinciale Cna, la presidente e la direttrice della biblioteca, rispettivamente Roberta Bellesini e Alessia Conti, il sindaco Maurizio Rasero, l’assessore alla Cultura Paride Candelaresi, la presidente e la direttrice di Cna Asti, rispettivamente Lia Merlone e Stefania Gagliano.

«Il titolo di questo libro – ha commentato Paride Candelaresi – mi ha incuriosito perché oggi non siamo abituati a praticare la digressione, mentre è proprio durante queste parentesi che possono nascere tante cose».

«Ci piace molto l’interazione tra artigianato, artisti e letteratura – ha detto Stefania Gagliano – tutte cose che richiedono creatività».

Il romanzo

In “Digressione”, («libro antifascista non dal punto di vista politico, ma umano», ha specificato l’autore), si trova un mondo “costruito” che non è più divagazione, ma l’argomento stesso della storia, ovvero le vicende intrecciate tra un essere umano e un oggetto «dove il personaggio è Arturo Saragat, un giovane la cui vita è segnata da un senso di colpa – ha spiegato Vittoria Dezzani – e l’oggetto è un vecchio libro».

Ambientato tra il 2013 e il 2054, principalmente ad Asti, ma anche in Messico, a Pantelleria e in un borgo "fantasma" della Calabria, questo romanzo ha appunto due protagonisti: Arturo Saragat e un libro, precisamente la copia 33 di “Historia poetica y pintoresca de los ferrocarriles en México”. Ovvero, il volume che Cesco Magetti cerca in “Ferrovie del Messico”. Un libro che in quel caso non veniva mai trovato, mentre in “Digressione” è sempre presente: viene raccontata la storia di chi lo possiede dal 1933 al 2054.

Le parole dell'autore

Un libro che ogni nuovo proprietario arricchisce con annotazioni varie, che diventa motore di nuove storie dentro la storia e che contiene, tra le altre, una frase scritta a mano: «Non possiamo essere gentili in questo mondo oscuro», filo conduttore di “Digressione”.

«Questo libro parte da un presupposto di malvagità - ha sottolineato Griffi – un atto di bullismo che il protagonista compie insieme ad altri quattro compagni. Il fatto avviene nel 2013 nel parcheggio antistante l’allora supermercato Pam».

Una storia che prende direzioni diverse e impreviste, in cui la vittima regala il vecchio libro proprio ad Arturo, che per tutta la vita sarà perseguitato dal senso di colpa per le conseguenze di quegli atti.

Oltre settanta capitoli con versioni alternative della Storia, dove Mussolini ad esempio finisce i suoi giorni ad allevare asini a Pantelleria. Un libro in cui tutto è possibile, anche raccontare verità che non esistono, una sfida che gioca con il tempo e che, tornando alla frase d’apertura, la prende e la capovolge: «Bisognerebbe essere gentili proprio perché il mondo è oscuro».

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