Passepartout en hiver
26 Gennaio 2026 18:59:00
Scrittrice, musicista, poeta, è stata Alpino e Bersagliere onorario: sono state tante le «vite» di Lidia Bianco (1943-2021), già sindaco di Castagnole Monferrato, la cui figura è stata ricordata ieri (domenica) nel secondo appuntamento della rassegna Passepartout en hiver.
L’occasione era la presentazione del libro postumo "Un tunnel dall’ombelico all’anima" (Daniela Piazza Editore). Tantissimi gli amici, i parenti, gli estimatori e i concittadini intervenuti per ricordarla.
Sindaco di Castagnole Monferrato per 25 anni, Lidia Bianco è stata politica, Cavaliere Ufficiale della Repubblica, presidente dell’associazione culturale Castagna d’Or di cui, per trent’anni, ha organizzato l’omonimo premio. Esperta in agraria, aveva studiato a lungo il vitigno Ruchè fino ad ottenerne la D.O.C. come vino autoctono di Castagnole Monferrato.
Ma non è tutto. Superato giovanissima l’esame alla Siae come autore e compositore melodista, Lidia Bianco ha prodotto anche numerosi brani musicali.
L’evento, organizzato dalla Biblioteca in collaborazione con Cna Asti, è stato impreziosito dalle opere "Donne nel Vento" a firma della ceramista Manuela Incorvaia.
Introdotti dalla presidente della Biblioteca Astense, Roberta Bellesini, ospiti d’onore sono stati la scrittrice Margherita Oggero e Piero Chiambretti (autore della prefazione) mentre a dialogare con loro è stato Carlo Cerrato, accompagnato da letture di Manuela Parola e Luca Capello. Doveva essere presente anche Paolo Conte ma, impossibilitato da una influenza, ha comunque partecipato con un messaggio audio «…è stata una poetessa, una grande animatrice, ha fatto tanto bene per noi del Monferrato, la ricordiamo con affetto mandandole un bacione e un abbraccio».
«Rina, come la chiamavamo noi amici – ha esordito Carlo Cerrato – è stata tante cose ma in questa occasione ne scopriremo altre».
Dalle mani di Alessia Conti, direttrice della Biblioteca, è stato consegnato un dono a Piero Chiambretti per la figlia Margherita «da parte di Lidia che non è riuscita a farlo di persona».
Poi, intercalati da brani del libro, con ironia, umorismo e nostalgia si è parlato di lei.
Chiambretti ha letto la sua prefazione «scritta di getto e facendo anche qualche errore, poche ore dopo aver appreso della sua morte».
«Conobbi Lidia nel 2007 quando ricevetti la Castagna d’Or – ha ricordato Margherita Oggero – una persona che ha costituito l’ossatura del territorio senza quasi mai apparire». La scrittrice ha poi raccontato il suo "incontro" con il Ruchè: «Me lo presentò mio marito – ha detto - perché io non ero molto attenta ai vini e nemmeno alla cucina».
Chiambretti ha fatto ridere raccontando aneddoti sui suoi ristoranti, Monica Torino, nipote di Lidia, ha emozionato e commosso con una lettera carica di passato.
Sono intervenuti amici musicisti e il produttore discografico Massimo Visentin: «Questa sua parte musicale era uno dei modi che Lidia aveva per relazionarsi, come la letteratura, la poesia, il Ruchè».
L’hanno poi raccontata Francesco Marengo, sindaco di Castagnole Monferrato, e Beppe Rovera, altro premiato con la Castagna d’Or. «A proposito di Ruchè – ha concluso Chiambretti con un sorriso – io non lo conoscevo e le prime volte che Lidia me ne parlava, capivo “pruchè”, generando un divertente equivoco».
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