Sindacato
28 Febbraio 2026 12:01:00
«Vogliamo costruire per riconquistare quel lavoro disagiato che non permette alle persone di sperare in un futuro migliore e in una previdenza sicura». Con queste parole il segretario generale provinciale uscente Uiltucs Uil, Francesco Di Martino, ha aperto ieri (venerdì), nella sede della Camera di Commercio, il quarto congresso territoriale della categoria sindacale, che si occupa dei lavoratori del terziario (turismo, commercio e servizi) intitolato “Riconquistare il lavoro disagiato”. Congresso, presieduto dal segretario generale regionale aggiunto Sergio Diecidue, che ha portato alla rielezione di Di Martino che, a sua volta, ha confermato la segreteria uscente, composta da Fernando Ferrigno e Silvia Massasso. Una giornata di lavori, che ha visto per la prima volta la presenza del segretario generale nazionale della categoria, Gennaro Strazzullo, aperta dal ricordo di Anna Rosaria Vitale, sindacalista e attivista recentemente scomparsa, ricordata per la sua determinazione e il profondo attaccamento all'organizzazione.
I TEMI AFFRONTATI DAL SEGRETARIO USCENTE
Nella sua relazione introduttiva, approvata poi nel documento finale insieme alle tesi nazionali, il segretario Di Martino ha puntato il dito contro la crisi politica e la diffusione di modelli che minacciano la coesione sociale.
Dopodiché si è concentrato su alcuni problemi che affliggono le categorie di lavoratori di cui si occupa la Uiltucs. Innanzitutto il divario retributivo dei contratti di commercio, turismo e servizi rispetto a quelli dell’industria, quindi la concorrenza sleale causata dai cosiddetti contratti “pirata”, contratti al ribasso firmati da sigle sindacali non rappresentative della maggioranza dei lavoratori.
Poi ha sottolineato la necessità di aumentare ai lavoratori la maggiorazione per il lavoro festivo e domenicale. «Proponiamo - ha affermato - di limitare i turni settimanali e di innalzare le maggiorazioni retributive per il lavoro festivo, equiparandole a quelle dei contratti industriali».
Ha quindi fatto riferimento al fatto che il dibattito sul tema delle aperture neoi festivi è ancora aperto. «Il presidente di Ancc - Coop ha messo in dubbio le aperture domenicali dei supermercati per ragioni di contenimento delle spese, mentre altri esponenti della grande distribuzione procedono in modo serrato su questa scelta. Molti lavoratori, quindi, sono costretti al lavoro domenicale, ma il compenso non basta a coprire i costi di badanti per i genitori anziani e baby sitter per i figli. Per questo diciamo: “Volete tenere aperto? Allora pagate di più le maggiorazioni del lavoro festivo, almeno quanto previsto dal contratto dell'industria”».
È poi stato dato ampio spazio agli interventi da parte di sidnacalisti, lavoratori della categoria e ospiti.
Ad essere invitato a parlare, tra le numerose autorità che hanno partecipato al congresso, anche l’on. Marcello Coppo, deputato di Fratelli d’Italia, che ha difeso l’operato del Governo Meloni nell’ambito del lavoro.
«Da quando siamo arrivati - ha ricordato - abbiamo usato le poche risorse a disposizione a favore dei salari più bassi. Abbiamo ridotto il cuneo fiscale, attuato la decontribuzione per le nuove assunzioni e l’esenzione fiscale per i rinnovi contrattuali, usando le risorse tolte al capitolo del reddito di cittadinanza, di cui abbiamo modificato le storture».
L’intervento del deputato ha quindi stimolato il segretario nazionale Strazzullo ad avanzare alcune osservazioni e richieste. «Innanzitutto - ha affermato - vorrei sapere dove è finita la riforma della legge Fornero, di cui avete sempre parlato, ma che non abbiamo visto. Poi vorrei avanzare due richieste: la necessità di abbattere i costi dell’aliquota sulla previdenza complementare e la necessità di calare il decreto 81 per la sicurezza sul lavoro sulle varie realtà: è adeguato alla grande industria, ma non a luoghi di lavoro più piccoli, come un supermercato, dato che non consente la nomina di un responsabile della sicurezza».
Coppo ha quindi replicato rivendicando l'impegno del Governo sulla Riforma Fornero, ricordando l’abbassamento di sei mesi per l’età pensionabile attuato dal Governo Meloni, per poi aggiungere. «Per continuare la riforma servono le risorse, così come per la previdenza complementare».
Riguardo al tema della sicurezza sul lavoro, invece, si è rimandato il dibattito ad un convegno regionale che potrebbe essere organizzato dalla Uil ad Asti.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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