Intervista
08 Gennaio 2026 17:49:05
L'assessore alla Sicurezza Luigi Giacomini spiega come si interverrà per garantire sicurezza al Movicentro
A seguito dell'incontro in Prefettura di questa mattina, al quale ha partecipato anche il sindaco di Asti Maurizio Rasero, è stata confermata la massima attenzione sulla sicurezza del Movicentro, vandalizzato per l'ennesima volta a pochi mesi dalla riapertura. Abbiamo interpellato l'assessore Luigi Giacomini per conoscere quali saranno le prossime mosse dell'amministrazione nel tentativo di risolvere, una volta per tutte, le criticità dell'immobile.
Assessore, il Movicentro è tornato alla ribalta delle cronache per atti vandalici e degrado. Quali interventi immediati avete in programma?
«L'Asp è già intervenuto per ripulire e ritinteggiare tutto, eliminando le scritte vandaliche che hanno deturpato la passerella. Inoltre, abbiamo stabilito un potenziamento dei controlli: la polizia municipale effettuerà passaggi mirati e anche la Questura e le altre forze dell’ordine hanno dato disponibilità per pattugliamenti a piedi all'interno della struttura. Ho insistito molto affinché vengano chiesti i documenti durante questi passaggi: l'identificazione costante deve fungere da deterrente».
C'è poi la questione sospesa della telecamera interna, mai installata per motivi di privacy perché, a quanto si apprende, il Movicentro è considerato un luogo privato, di proprietà del Comune, ma a uso pubblico e con la presenza di un ristorante. Proprio il locale ha diritto a preservare la riservatezza della propria clientela da eventuali videocontrolli.
«Esatto. Nonostante ci siano già nuove telecamere esterne, la passerella interna resta un punto cieco. È un luogo privato a uso pubblico, come i portici di via Cavour, eppure ci scontriamo con ostacoli normativi sulla privacy che fatico a comprendere in un luogo di passaggio così frequentato. Comunque, la volontà politica è chiara: stiamo verificando i tecnicismi per posizionare questa benedetta telecamera perché la videosorveglianza è fondamentale sia per la prevenzione che per la repressione».
Parliamo dei responsabili di questi ultimi atti vandalici. Oggi si parla molto di "maranza", è questo il caso?
«Sì, il vero problema oggi è rappresentato da questi gruppetti di ragazzini di diverse etnie che creano disturbo. Possiamo chiamarli maranza, ma sono giovani che cercano di sentirsi "fighi" con queste bravate. Però creano danni che ricadono su tutta la collettività».
Alcuni hanno criticato la presenza di attività commerciali nel Movicentro, sostenendo che sarebbe stato meglio destinare quell'area a spazi sociali. Cosa ne pensa?
«Dico che è troppo facile criticare, dopo. Quando abbiamo fatto i bandi per assegnare quegli spazi, sono andati deserti; nessuno si è presentato con un progetto a fini sociali. Io stendo i tappeti rossi a un imprenditore che ha il coraggio di investire in una zona che era diventata un dormitorio e un bivacco».
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