Commercio
24 Febbraio 2026 11:44:13
L'ex Mercato Ortofrutticolo di Asti è passato in mano a privati
Il futuro dell’ex Mercato ortofrutticolo di corso Venezia è ormai tracciato, ma la strada verso la sua riqualificazione non è priva di ostacoli. Durante l'ultimo Consiglio comunale, il confronto tra l’assessore al Commercio Loretta Bologna e il consigliere di minoranza Mario Malandrone ha messo in luce due visioni opposte sulla gestione del patrimonio agricolo astigiano.
L'assessore Bologna ha ufficializzato il passaggio di proprietà dell'ex Mercato al termine del bando di alienazione. L'immobile è andato alla ditta 2D Sas (Cambiano TO) di Claudio Bongiovanni. L'aggiudicatario ha ora 45 giorni di tempo per presentare al settore urbanistica un progetto concreto di riqualificazione. Per quanto riguarda i piccoli produttori locali che ancora operano nella struttura, le loro licenze annuali sono state rinnovate fino a luglio, ma l'amministrazione ha assicurato che gli agricoltori potranno restare in corso Venezia finché l'iter burocratico della pratica urbanistica non entrerà nel vivo.
La strategia della giunta, per non disperdere l'esperienza del mercato, punta al suo trasferimento in corso Alba. «È l’unica parte della città che attualmente non ha un mercato», ha spiegato l'assessore, sottolineando come la nuova collocazione andrebbe a servire un quartiere popolato da molti anziani che beneficerebbero di un servizio di prossimità. Sono già in corso i sopralluoghi tecnici con gli uffici competenti per definire i dettagli di questa nuova area dedicata. L'assessore ha anche precisato che il mercato di piazza Catena e quello dei produttori ospitati nell'ex ortofrutticolo sono realtà con caratteristiche diverse che non potrebbero convivere, come invece è stato ipotizzato da qualcuno.
Dentro l'ex Mercato ortofrutticolo opera, però, la ditta Callianetto Salumi con una convenzione che avrebbe dovuto garantirle l'utilizzo dei locali fino al 15 gennaio 2030 e alla quale il Comune ha intimato di lasciare liberi gli spazi entro 6 mesi. Ora il futuro dell'azienda dipenderà da un probabile confronto che il titolare farà con il nuovo proprietario dell'immobile. Analogo caso, anche se nato per altri motivi, è quello che riguarda l'autolavaggio "abusivo" di via Pisa, la cui concessione pubblica comunale è scaduta nel 2012.
Anche se la questione si dovesse risolvere con un accordo tra privati, il consigliere Mario Malandrone (Ambiente Asti) ha definito l’intera vicenda come la cronaca di una «morte annunciata causata dalle scelte delle ultime amministrazioni». Secondo il consigliere, il mercato è stato progressivamente "spolpato" e svuotato di presenze, a differenza di realtà vicine come Canale che è riuscita a mantenere un Mercato ortofrutticolo degno del territorio. Malandrone ha sollevato dubbi sulla gestione dei rapporti con gli operatori commerciali, definendo «imbarazzante il caso di un'attività (Callianetto Salumi ndr) «che è stata fatta insediare e investire nell'area solo pochi mesi prima dell'avvio della pratica di alienazione».
Un altro punto di attrito riguarda il reinvestimento dei proventi della vendita dell'immobile. Se l'assessore Bologna ha chiarito che, per vincoli di bilancio, i fondi non possono essere destinati automaticamente a capitoli specifici per l'agricoltura, Malandrone ha contestato l'assenza di una vera visione politica dedicata. «Le politiche agricole non si fanno solo con i selfie con la Barbera o con i rapporti formali con le associazioni di categoria» ha attaccato il consigliere, chiedendo perché non si utilizzino quelle risorse per creare una struttura moderna a sostegno dei produttori locali.
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