Il caso
17 Marzo 2026 09:42:00
I residenti di Collina Volta in Consiglio comunale
Urlando «vergogna, vergogna», i residenti e proprietari di case in Collina Volta e via Spandre, ad Asti, interessati dal maxi conguaglio dovuto per via del contenzioso trentennale che si era instaurato dopo l'esproprio del terreno per realizzare un Piano di edilizia Peep, si sono presentati in Consiglio comunale per chiedere spiegazioni al sindaco Maurizio Rasero. Ma, non avendo ottenuto le risposte cercate, hanno protestato quando i lavori si sono chiusi per la mancanza del numero legale.
È successo ieri sera, a Palazzo Mandela, quando numerosi cittadini, svariate decine, si sono presentati per parlare della vicenda che li obbliga a sborsare molte migliaia di euro, a seconda della posizione, per far fronte ai maxi conguagli la cui scadenza era prevista per il 15 marzo. Tutto questo una settimana prima che si svolga il Consiglio comunale aperto dedicato alla vicenda, già convocato per martedì prossimo, 24 marzo, durante il quale i cittadini potranno prendere la parola e chiedere tutte le informazioni del caso.
Ma, data l'urgenza, i residenti hanno ritenuto che il Consiglio comunale di ieri sera, nel quale l'opposizione ha depositato un ordine del giorno sul caso, potesse già essere un momento utile per parlare con gli amministratori comunali. Questo perché è stato il Comune, al termine del contenzioso legale con gli eredi dei proprietari dei terreni interessati, a rivalersi sui proprietari della case. Però, quando i consiglieri comunali di minoranza si sono alzati per andare via, è scoppiata un'accesa querelle.
Per i consiglieri di opposizione è stata una brutta pagina di politica locale. «Stasera invece che trattare l’ordine del giorno in merito alla richiesta di folli cifre a oltre cinquanta famiglie di collina Volta, Rasero ha deciso di andarsene, così come tutti i consiglieri di maggioranza che hanno tolto le tessere per non trattare l’argomento, nonostante una sala gremita di persone - commenta il consigliere comunale Michele Miravalle del Pd - Chi è rimasto in aula? Il presidente del Consiglio, un paio di assessori e tutti i consiglieri di opposizione. Risultato? Seduta terminata per mancanza di numero legale. Eppure la scadenza perentoria del Comune comunicata via lettera per pagare capitale, interessi e spese legali era lunedì. Stasera abbiamo una sola consapevolezza: mai così in basso è sceso il dibattito politico in città».
L'opposizione, coesa, è poi rimasta a parlare con i cittadini assicurandoli che farà tutto quanto il possibile per portare avanti la loro istanza in sede di Consiglio.
Diversa la versione del sindaco Rasero che, al termine dei lavori, ha spiegato: «Ho chiesto ai primi signori che sono arrivati se potevano uscire durante il tempo delle interpellanze per parlare. Mi hanno risposto di no. Mai successo prima. Persone evidentemente faziose e di parte - racconta - Ho fatto allora presente a loro ed agli altri, che sono arrivati dopo, che era inutile che stessero lì più di un'ora, tanto non si sarebbe trattato il tema di Collina volta. Ho detto loro che avevamo convocato martedì prossimo un Consiglio comunale aperto nel quale chiunque di loro avrebbe potuto intervenire. E che noi, martedì, avremmo portato i tecnici per motivare le scelte. Tecnici che questa sera non c’erano».
Rasero ha inoltre detto ai presenti che un Consiglio aperto serve a dare maggior risalto alla faccenda. «Alla fine delle pratiche siamo andati via come concordato con la maggioranza - conclude il sindaco - Io sono ancora rimasto per rispondere ad una precisa domanda relativa al maturare di ulteriori interessi a partire da oggi. Ho spiegato che non li chiederemo e che quindi non cambiava nulla, sotto questo profilo, rimandare la discussione a martedì dove però avremmo potuto avere un confronto più preciso e proficuo. Io sono sereno, loro avrebbero potuto chiedere un incontro, cosa a cui mi sono reso disponibile nella diretta che ho fatto. Invece hanno preferito lo scontro».
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