Referendum Giustizia
20 Marzo 2026 10:47:21
L'avvocato e Presidente della Camera Penale di Asti, Davide Gatti
La piena attuazione dell'art.111 della Costituzione, che è stata oggetto di modifica nel 1999 dal Parlamento quasi all'unanimità e che stabilisce che il procedimento penale si svolga in contraddittorio tra le parti, davanti ad un Giudice terzo ed imparziale, deve obbligatoriamente trovare riscontro nella riforma costituzionale avente ad oggetto la separazione delle carriere.
La riforma, in caso di vittoria del SI, garantisce, perché così è scritto nel testo, nonostante le fuorvianti posizioni dei sostenitori del NO, autonomia ed indipendenza della magistratura oltre a restituire fiducia ai cittadini, i quali devono avere la certezza che il Giudice è soggetto terzo ed imparziale oltre che lontano dalla figura dell'Accusatore.
Giuliano Vassalli, Ministro di Grazia e Giustizia, partigiano, medaglia d'argento, padre del nostro codice di procedura penale, sosteneva nel 1989 che, per dare piena attuazione al modello accusatorio, si doveva obbligatoriamente separare le carriere e non le funzioni tra il Giudice e l'Accusatore.
Votare SI significa modernizzare il nostro Paese, portandolo alla pari con le più mo derne democrazie liberali nel mondo.
Tutti i paesi europei hanno già adottato il modello di separazione delle carriere, soltanto Turchia e Bulgaria nel contesto europeo sono Paesi nei quali i Giudici e i Pubblici Ministeri non hanno delle carriere separate; questo dato dà la misura della rilevanza della riforma costituzionale su cui si sarà tenuti a votare.
La riforma, infine, punta anche ad eliminare il peso delle correnti nel Consiglio Superiore della Magistratura e ad istituire un'Alta Corte disciplinare, indipendente ed imparziale, per garantire maggior equilibrio e trasparenza nel sistema Giustizia.
Dopo lo scandalo Palamara, le cui chat sono facilmente rinvenibili in rete e che ha scoperchiato un sistema di potere “deviato” in seno all'ANM, fu indetta una votazione, tra magistrati, nella quale ci si doveva esprimere sulla necessità del sorteggio dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura. L'esito della votazione fu che poco meno del 50% dei votanti erano favorevoli al sorteggio.
Il sorteggio, come meccanismo, peraltro è previsto fin dal 2017, quindi prima della vicenda Palamara, per la formazione della commissione per il concorso in magistratura i cui componenti, appunto, sono sorteggiati.
I giudici popolari che ocmpongono la Corte d'Assise sono sorteggiati. La Corte Costituzionale, nell'ipotesi di un alto tradimento del Capo dello Stato, giudica con una quota di componenti sorteggiati. I componenti del Tribunale dei Ministri vengono sorteggiati.
I due Consigli Superiori della magistratura requirente e della magistratura giudicante, così come l'Alta Corte di Disciplina saranno tre organi di rilievo costituzionale come garanzia di autonomia ed indipendenza.
Il 22 e 23 marzo i cittadini saranno chiamati ad esprimere il loro voto con il referendum confermativo e non abrogativo.
Significa che non è previsto un quorum partecipativo e per tale ragione l'espressione del voto diventa concreta partecipazione, così come previsto dall'art. 138 della nostra Costituzione, del cittadino al processo di modernizzazione del Paese che, in caso di vittoria del NO invece rimarrebbe arretrato sulla scena europea.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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