Il caso
27 Marzo 2026 08:11:00
Via Cavour, una delle zone prese di mira dal gruppo di maranza
Cresce la rabbia dei cittadini per quello che sta avvenendo ad Asti, tra via Cavour, via Brofferio e piazza Astesano, dove un gruppo di ragazzi tra 15 e 20 anni sta spadroneggiando in libertà seminando paura, disagi e rabbia tra commercianti e malcapitati passanti. Il "branco" di maranza, prima composto da circa dieci soggetti, poi cresciuto in numero, non si farebbe problemi a prendere di mira i negozianti del quartiere. Il caso più incredibile e sconvolgente, perché ripetuto più e più volte, è quello di un sarto cinese, vessato in vari modi mentre si trova nella sua attività. Ma anche baristi, negozianti e semplici pedoni vengono insultati, in certi casi pare presi a schiaffi, mentre non mancano casi di arredi danneggiati solo per il divertimento di questi soggetti.
Non stupisce quindi che, davanti a questa situazione inaccettabile, anche la politica prende atto del problema e intervenga con grande preoccupazione. A farlo sono i consiglieri comunali del Partito Democratico Maria Ferlisi, Michele Miravalle, Luciano Sutera e Roberto Vercelli che hanno depositato un'interpellanza urgente al sindaco e agli assessori competenti «sulla gestione del disagio giovanile e sugli episodi di disturbo e vandalismo nel centro cittadino».
I consiglieri di minoranza esprimono «forte preoccupazione per il clima di disagio e di insicurezza che si sta progressivamente consolidando in alcune aree della città, in particolare nel centro storico» e per questo chiedono all'amministrazione Rasero di chiarire «quali azioni concrete e immediate siano state attivate o si intendano attivare, accanto ai progetti di medio periodo, per prevenire e contrastare fenomeni di degrado urbano e di disagio giovanile che stanno creando allarme tra i cittadini».
Nel merito, il Pd domanda all'amministrazione se sia «pienamente a conoscenza delle situazioni di disagio e degli episodi segnalati nel centro cittadino; quali interventi immediati siano stati attivati o si intendano attivare per garantire sicurezza e vivibilità nelle zone maggiormente interessate; se siano previste azioni specifiche di educativa territoriale, presenza di educatori di strada o altre forme di presidio sociale nelle aree dove si registrano queste criticità; se l’amministrazione intenda aprire un confronto con commercianti, residenti, scuole, servizi sociali e terzo settore per costruire una strategia condivisa di prevenzione e gestione del disagio giovanile; se la Giunta intenda informare il Consiglio comunale della situazione e delle azioni che verranno intraprese, anche attraverso una convocazione congiunta ad hoc delle Commissioni Sicurezza, politiche giovanili e Servizi Sociali».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
Direttore Fulvio Lavina
f.lavina@lanuovaprovincia.it
Società editrice Editrice OMNIA S.r.l.
via Monsignor Rossi 3 -14100 Asti
P.Iva 00080200058