Il caso
04 Aprile 2026 11:07:33
«Nessuno sta parlando di un'alternativa alla Tso Sud/Ovest che passi da strada Faletti, solo un pazzo potrebbe pensare a una roba del genere. Quello che si sta pensando è far rientrare strada Faletti in un piano di sviluppo della viabilità urbana, cosa che oggi non avviene. Perché, come giustamente lamentano i residenti, non è una strada, ma un sentiero minato».
Così il consigliere comunale del Pd e possibile candidato a sindaco per la coalizione di centrosinistra Michele Miravalle (nella foto in alto) torna sul “caso” di strada Falletti dopo le perplessità di residenti e lavoratori, raccolte dal nostro giornale, a seguito della sua proposta di trasformare la via in una sorta di circonvallazione Sud/Ovest.
Ipotesi che, secondo molti, non sarebbe compatibile con la presenza di case, attività e dell’area verde del Borbore. Il progetto del consigliere dem non punta a una grande opera infrastrutturale, ma a quella che definisce una «soluzione di buon senso». «Il modello che ho in mente è strada Laverdina - spiega Miravalle riferendosi all'intervento che ha riqualificato un’altra zona della città portando servizi e decoro - L’obiettivo è trasformare strada Falletti in un asse viario integrato nel tessuto urbano. Si tratta di un intervento che la colleghi meglio ad altri pezzi di città, in primis con il lato ovest, dotandola di fognature, illuminazione adeguata e marciapiedi».

Strada Faletti costeggia abitazioni, magazzini e la sponda del fiume Borbore
Tuttavia, la proposta si scontra con il malumore di chi in quella zona vive e che non vuole essere sacrificato. Il progetto deve fare i conti anche con ostacoli fisici non indifferenti. Strada Falletti è oggi troppo stretta per ospitare due corsie di marcia e il timore è che un allargamento costringerebbe l'amministrazione a una scelta drastica: espropriare i terreni delle ville o andare a intaccare la riva del Borbore? A questo si aggiunge l'imbuto rappresentato dal sottopasso ferroviario, una struttura storica in mattoni, molto stretta, che non permette la costruzione di una doppia corsia di marcia. Su questo punto Miravalle è critico verso l'immobilismo del passato: «Per quanti secoli bisogna tenersi un sottopasso in mattoni? Bisogna smettere di pensare che con le Ferrovie non si possa dialogare».
Poi c’è la proposta di costruire un nuovo ponte sul Borbore, anche per auto, all’altezza dell’ex piazzale del Pam che colleghi le due sponde del fiume. Ipotesi che fa storcere il naso ai fruitori del parco. «Adesso quell’area verde non la stiamo valorizzando, la stiamo fortemente sottoutilizzando - replica Miravalle quando gli chiediamo del ponte - Quel parco è bellissimo anche grazie ai volontari, ma noi potremmo veramente far riappropriare il Borbore agli astigiani». Il dibattito, infatti, include la costruzione di un nuovo ponte sul Borbore, ma per molti sarebbe sufficiente una passerella pedonale come già presente in viale Don Bianco.

Il parco del fiume Borbore, una delle aree verdi più belle della città
«Comunque nessuna scelta urbanistica dovrebbe essere calata su una città senza ascoltare chi nell'area ci abita», conclude, il consigliere prendendo le distanze da un approccio a “pacchetti chiusi”. Sebbene ritenga che strada Falletti possa essere una soluzione più rapida ed economica rispetto ad altre, Miravalle si dice pronto al confronto: «Se si scopre che i residenti sono fortemente contrari o che i costi superano i benefici, la proposta verrà messa nel cassetto».
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