Politica
09 Aprile 2026 16:03:31
Il futuro occupazionale di 62 operatori del call center che lavora per conto di Iren, ad Asti, è approdato di nuovo in Consiglio comunale attraverso un'interpellanza presentata da Mario Malandrone (Ambiente Asti). L'atto, depositato originariamente a fine gennaio, esprimeva forte preoccupazione per una procedura di esubero che coinvolge oltre il 50% della forza lavoro tra i dipendenti di Tecnocall e Mediacom legata al mancato riconoscimento dei volumi di attività previsti dal bando di gara da parte del committente.
L'assessore al Commercio, Loretta Bologna, ha risposto all'interpellanza sottolineando che l'amministrazione non è affatto disinteressata alla vicenda. Ha spiegato che sono in corso interlocuzioni frequenti con la Regione Piemonte e le organizzazioni sindacali e che una parte dei dipendenti è stata interessata da accordi aziendali e concordati, mentre per altri la contrattazione prosegue. «Il problema nasce dal fatto che sono stati persi appalti importanti in un settore che sta cambiando profondamente» ha dichiarato Bologna.
Ma il consigliere Malandrone si è dichiarato «vivamente insoddisfatto della risposta ricevuta», definendola «veramente insufficiente e priva di aggiornamenti concreti» sulle ore cruciali che i lavoratori stanno vivendo. Malandrone ha evidenziato come proprio in questi giorni si stiano tenendo tavoli di confronto a Torino e ha citato un incontro in agenda tra i sindacati e i datori di lavoro di Mediacom e Tecnocall. Ha poi incalzato la Giunta sul ruolo di Iren sul nostro territorio, oggi socio privato di maggior peso all'interno dell'Asp.
A chiudere la risposta è intervenuto il sindaco Maurizio Rasero, che ha respinto a sua volta le accuse di immobilismo rivendicando l'impegno profuso in ogni sede regionale nel confrontarsi su una partita definita una bomba atomica per il territorio astigiano. Rasero ha poi allargato lo sguardo al contesto nazionale, indicando nell'intelligenza artificiale una delle cause che sta «lasciando morti ammazzati» in termini di licenziamenti nel settore in tutta Italia.
Malandrone ha comunque annunciato l'intenzione di trasformare l'interpellanza in una mozione, per consentire a tutto il Consiglio di esprimersi sul tema.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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