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Vertenza

"Call center, 62 addetti rischiano il posto: non possono pagare per errori di gara d'appalto"

I deputati del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino e Antonino Iaria hanno depositato una interrogazione al Governo sul caso delle società Mediacom e Tecnocall

"Call center, 62 addetti rischiano il posto: non possono pagare per errori di gara d'appalto"

"Ad Asti abbiamo ascoltato i lavoratori dell'RTI Mediacom-Tecnocall, il call center che gestisce l'appalto Iren, preoccupati perché in 62 rischiano il posto di lavoro da un giorno all'altro. Un licenziamento collettivo che colpisce oltre metà della forza lavoro e che nasce da un fatto gravissimo: non sono stati garantiti i volumi previsti dall'appalto, peraltro partito con assorbimento in clausola sociale - strumento che esiste proprio per tutelare l'occupazione - e il rischio viene scaricato interamente su chi lavora".

Ad affermarlo i deputati del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino e Antonino Iaria, con riferimento alla tappa ad Asti, lo scorso 12 gennaio, durante cui hanno incontrato i lavoratori interessati dalla crisi dei call center: gli addetti Konecta e i lavoratori delle società Mediacom e Tecnocall. 

L'interrogazione parlamentare

"Abbiamo depositato un'interrogazione per chiedere al governo di intervenire subito, convocando un tavolo con Iren, aziende e sindacati, per verificare responsabilità e scongiurare i licenziamenti. Ancora più preoccupante è che l'introduzione dell'intelligenza artificiale venga usata come alibi per tagli lineari: l'innovazione va governata con riqualificazione e transizioni contrattate, non trasformata in espulsione occupazionale. I lavoratori non possono pagare errori di gara o scelte industriali calate dall'alto, soprattutto se provengono da partecipate pubbliche".

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