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«L’eventuale ingresso di Roberto Vercelli nel prossimo CdA della Banca di Asti non rappresenta la linea politica del Partito Democratico»

La segretaria provinciale Accossato e il coordinatore cittadino Panirossi tornano sul caso che sta agitando i dem di Asti. Questa sera assemblea provinciale straordinaria per discutere sulle azioni da intraprendere

pd panirossi isnardi e accossato

Da sinistra il coordinatore cittadino Enrico Panirossi, il consigliere regionale Fabio Isnardi ed la segretaria provinciale Elena Accossato

È ancora il caso delle imminenti nomine per il nuovo CdA della Banca di Asti a tenere acceso il dibattito politico locale. Un confronto che si è ulteriormente infuocato con il caso del consigliere comunale del Partito Democratico, Roberto Vercelli, che ha presentato il suo curriculum candidandosi come consigliere del futuro CdA. La decisione di Vercelli, compatibile con il suo ruolo in Consiglio comunale, sta però creando parecchi problemi all'interno del partito il quale, al contrario, ha una linea politica che non prevede suoi esponenti dentro la Banca.

A commentare una situazione tesa, su cui questa sera il Pd si esprimerà durante un'assemblea provinciale straordinaria convocata per le 21 (nella quale si dovrebbe decidere "le sorti" del consigliere Vercelli nel caso dovesse, come sembra, confermare la volontà di entrare nel Cda dove potrebbe esserci il sindaco Rasero come nuovo presidente) sono Elena Accossato, segretaria provinciale ed Enrico Panirossi, coordinatore Circolo città di Asti.

«Il Partito Democratico di Asti sottolinea di non avere né concordato né condiviso la presenza di propri esponenti in Banca di Asti - ribadiscono i due esponenti dem - L’eventuale ingresso di Roberto Vercelli nel prossimo Consiglio di Amministrazione avviene dunque a titolo esclusivamente personale e non rappresenta la linea politica del partito. A maggior ragione osservando ciò che avviene in queste settimane con la nomina del nuovo CdA, che si sta trasformando in una resa dei conti interna alla coalizione di centrodestra. Non si spiegherebbero altrimenti i ritardi nella composizione della lista e le prese di posizione pubblica di ex amministratori della banca, oggi vicini a Fratelli d’Italia, come Mario Sacco, tra i diretti responsabili della situazione della banca oggi. La presenza nel CdA di Maurizio Rasero, che potrebbe così cumulare tre cariche, quella di sindaco di Asti, di presidente della Provincia di Asti e di presidente della Banca sarebbe caso unico a livello nazionale. Un primato di cui, come astigiani, avremmo volentieri fatto a mano».

Accossato e Panirossi rimarcano, invece, che il futuro della Banca dovrebbe avere come obiettivi chiari «la tutela dei “piccoli azionisti” (in buona parte astigiani) che hanno visto calare drasticamente il valore delle proprie azioni e quindi dei propri investimenti; la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori della Banca e la capacità di attrarre giovani professionalità e di valorizzarle; la capacità di incidere e sostenere le iniziative di rilancio del territorio perché l'aumento della reddittività della Banca darebbe alla Fondazione la possibilità di investire più risorse per progetti ambizioni di cui l’Astigiano ha disperato bisogno».

Quindi il Pd ribadisce la sua posizione nel voler creare, ad Asti come a livello nazionale, «un’alternativa alle politiche di governo del centrodestra, a livello locale rappresentate dal sindaco e presidente della Provincia Maurizio Rasero». «Non faremo mai - concludono i due esponenti del Pd - accordi con chi quelle politiche le sostiene e porta avanti nel nostro territorio. Questa vicenda rende ancora più evidente la necessità di un deciso cambio di passo, in città e in provincia. Il Partito Democratico fa appello a tutte le forze politiche e civiche perché si acceleri la costruzione di una alternativa politica credibile che si occupi dei reali problemi degli astigiani: la crisi economica e occupazionale, la salute pubblica e i servizi ai cittadini».

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