Politica
27 Aprile 2026 09:56:14
Maurizio Rasero e Michele Miravalle
Nonostante la mite temperatura primaverile, ad Asti oggi si preannuncia un lunedì "bollente" nel mondo della politica e della finanza. Oggi il sindaco della città, Maurizio Rasero, rassegnerà la dimissioni da presidente della Provincia poche ore prima di essere eletto, salvo sorprese dell'ultimo secondo, presidente della Banca di Asti al posto di Giorgio Galvagno (già più volte sindaco e prossimo alla presidenza della partecipata Pitagora).
Rasero ha ufficializzato l'addio alla Provincia durante il discorso che ha tenuto in piazza San Secondo in occasione del 25 Aprile (le cariche di presidente della Banca e dell'Ente provinciale sono incompatibili), ma non si dimetterà da sindaco puntando a guidare l'amministrazione comunale fino al termine del mandato, previsto per maggio del prossimo anno.
Oggi pomeriggio l'Assemblea degli azionisti della Banca di Asti sarà chiamata a ratificare il nuovo assetto del CdA che vede Rasero ai vertici, ma anche nuovi ingressi: Maria Teresa Giovanna Armosino (già presidente della Provincia, deputata e sottosegretario al Ministero dell'Economia), Silvia Mirate (piccoli azionisti, riconfermata), Maria Paola Giuseppina Adele Clara (componente del Consiglio di Amministrazione di Mediobanca Premier S.p.A.), Gian Luigi Gola, Fernando Lombardi, Marco Remondino, Roberto Vercelli (consigliere comunale del Partito Democratico) e Pia Federica Bosca.
L'Assemblea nominerà anche il nuovo amministratore delegato, Roberto Fiorini (manager in Unicredit), che prenderà il posto di Carlo Demartini il quale resterà in carica fino al 31 luglio come direttore generale.
Ma l'entrata in Banca, ai vertici del CdA, del sindaco Rasero ha scatenato più di una critica da parte dei gruppi di opposizione pronti a dare battaglia anche questa sera in Consiglio comunale. Questa mattina è il consigliere del Pd, Michele Miravalle, a tornare all'attacco chiedendo esplicitamente a Rasero di dimettersi anche da sindaco in quanto non sarebbe possibile, secondo Miravalle, ricoprire due ruoli così diversi e impegnativi allo stesso tempo.
«Saremmo di fronte a un caso unico a livello nazionale, - spiega il consigliere dem - Un primato di cui, come astigiani, avremmo fatto volentieri a meno. Non esistono super-uomini o super-donne, è impensabile che una sola persona possa garantire l'attenzione e la determinazione necessarie per ricoprire contemporaneamente ruoli così diversi e cruciali. La città non può permettersi un sindaco dimezzato, visti gli enormi problemi evidenti a tutti gli astigiani: traffico, qualità dell’aria, crisi economica e occupazionale».
Miravalle sottolinea come il futuro della Banca di Asti, asset strategico per l'intera comunità, non debba essere una questione di poltrone, ma di obiettivi concreti. «Il rilancio dell'istituto deve passare attraverso tre pilastri fondamentali: - continua - la tutela dei piccoli azionisti, la valorizzazione del capitale umano e il sostegno al territorio e alla Fondazione». «Chiedere le dimissioni di Rasero è un atto di responsabilità verso i cittadini e di rispetto degli equilibri istituzionali - conclude - Asti ha bisogno di una guida presente al 100%, di trasparenza e di un progetto di rilancio della città che parta dai bisogni dei cittadini. Rasero ha evidentemente deciso che il suo futuro è in Banca, allora deve dimettersi da sindaco».
Ma l'ingresso di Rasero nel CdA della banca sarà accompagnato anche da quello del consigliere comunale del Partito Democratico Roberto Vercelli, contro le indicazioni della sua stessa compagine politica. Un caso che dentro il Pd sta facendo discutere a tal punto che qualcuno auspica che Vercelli faccia un passo indietro lasciando il suo incarico in aula. «In queste settimane ho sempre sconsigliato a Roberto Vercelli di accettare l’incarico in CdA - conclude Miravalle - Il rischio è che le sue indubbie competenze nel settore bancario, potessero essere strumentalizzate. Un rischio che si sta, purtroppo, realizzando in queste ore. La situazione rispetto a Rasero è diversa, perché lui non è sindaco, ma consigliere comunale d’opposizione. Dopodiché credo farebbe bene a non cumulare le due cariche».
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