Crisi
09 Gennaio 2026 17:54:00
Dopo Konecta, che lo scorso dicembre ha annunciato 150 esuberi in Piemonte, altri due call center con sede ad Asti dichiarano licenziamenti.
E' stata infatti comunicata martedì ai sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, via posta elettronica certificata, la procedura di esuberi nelle sedi astigiane di Tecnocall e Mediacom, società che nel 2024 avevano costituito un Raggruppamento temporaneo di impresa (Rti) per partecipare all'appalto Iren, che poi avevano vinto "sottraendolo" a Konecta (ex Comdata).
In virtù di quel trasferimento di commessa, era scattata la clausola sociale, per cui i lavoratori che alla Konecta, con sede in via Guerra ad Asti, si occupavano della commessa Iren, erano stati assunti dalle due aziende vincitrici dell'appalto, che in base ai vincoli della clausola sociale avevano aperto una sede in città (entrambe negli ex uffici Tubosider in corso Torino). Così 59 dipendenti sono passati a Tecnocall, che ora annuncia 30 esuberi; 62 a Mediacom, che comunica 32 licenziamenti.
"La ragione - commenta Carmela Pagnotta (Slc Cgil) - è legata al calo di volumi della commessa evidenziato dalle due aziende, che hanno aperto una procedura di licenziamento collettivo. Ci sono 45 giorni di tempo per avviare la trattativa sindacale ed eventuali tavoli istituzionali. Ad oggi non sappiamo se l'intenzione sia quella di avviare esodi incentivati o la procedura di licenziamento basta sui criteri di legge".
Molto preoccupata per la situazione Carmen Aiello, Rsu Slc Cgil insieme a Vincenzo Boglione, eletti insieme a Maria Campisciano e Anna Perretta (Fistel Cisl) e Loredana Cravanzola (Uilcom Uil). "Il nodo della questione - commenta Aiello - è proprio legato al volume del lavoro. Passando i mesi la situazione è diventata sempre più grave. Nei prossimi giorni fisseremo, insieme alle segreterie regionali di riferimento, un incontro con le aziende per discutere di una situazione che ci ha lasciato senza parole. Di sicuro lavoreremo in modo unitario per far sentire la voce dei lavoratori: quelli indicati nelle comunicazioni pervenute sono i "numeri" annunciati dalle aziende. Noi faremo le nostre proposte."
Sulla questione ha espresso un'opinione anche il consigliere comunale Mauro Bosia (Uniti si può), che su Instagram fa riferimento agli interessi di Iren sul territorio, "non solo vendendo ai cittadini i suoi servizi di luce e gas, ma anche tramite Gaia e Asp, aziende di cui detiene il 45% delle azioni e la gestione operativa. Per questo deve rispettare gli impegni e mantenere il posto di lavoro per queste 70 famiglie".
"Ed è proprio per questo - prosegue - che l'Amministrazione ha una responsabilità ancora maggiore in questa vicenda e deve attivarsi fin da subito per fare rientrare questa crisi, visto che Iren da anni viene descritta come l'unico interlocutore possibile per i nostri servizi pubblici".
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
Direttore Fulvio Lavina
f.lavina@lanuovaprovincia.it
Società editrice Editrice OMNIA S.r.l.
via Monsignor Rossi 3 -14100 Asti
P.Iva 00080200058