Vertenza
03 Febbraio 2026 11:27:28
E' stato convocato dalla Regione Piemonte per lunedì 9 febbraio, alle 11.15, il tavolo sul futuro delle sedi piemontesi della Konecta, la società specializzata nel servizio clienti (call center) che sede anche in via Guerra ad Asti.
A partecipare all'incontro sono stati chiamati l'azienda (convocata per la prima volta) e i sindacati che seguono la vertenza, che avevano già preso parte al primo confronto con assessori e funzionari dell'Amministrazione regionale (nello specifico avevano partecipato i rappresentanti di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uiltemp Uil).
L'obiettivo è affrontare la crisi dell'azienda in Piemonte: lo scorso dicembre, infatti, Konecta ha annunciato 150 esuberi nella regione e l'intenzione, dal prossimo giugno, di accorpare le sedi piemontesi (Asti, Ivrea e Torino) nel capoluogo regionale, con la conseguente chiusura dei siti astigiano ed eporediese.
Intanto il caso Konecta è approdato nuovamente in Parlamento. Martedì scorso, alla Commissione Lavoro della Camera, è stata discussa l’interrogazione sulle difficoltà della Konecta presentata dai deputati della Lega Andrea Giaccone, astigiano, e Alessandro Vigna, eporediese.
«Ringraziamo il governo - commentano i due deputati - che ha assicurato di seguire con attenzione la vertenza. È chiaro che quando si parla di 400 lavoratori ad Asti e 700 lavoratori ad Ivrea la vicenda esce dai confini locali e assume dimensioni tali da diventare un tema di carattere regionale e nazionale. Per questo è importante la disponibilità del governo a partecipare attivamente a tutte le sedi di confronto che verranno attivate».
Da Roma ad Asti, sulla questione Konecta è stato anche approvato, giovedì scorso dal Consiglio provinciale, l’ordine del giorno che impegna il presidente della Provincia, Maurizio Rasero, «a sostenere pubblicamente le iniziative intraprese dai sindacati per scongiurare l’accorpamento delle sedi e la chiusura dei siti astigiano ed eporediese, chiedendo al contempo a Confindustria di sostenere la difesa dei posti di lavoro ad Asti e Ivrea».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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