Vertenza
09 Febbraio 2026 18:55:00
Si è chiusa con un accordo la procedura di esubero aperta in Piemonte da Konecta, la multinazionale specializzata nel servizio clienti (call center) con sede anche ad Asti: i 180 esuberi previsti saranno solo uscite volontarie.
È uno dei “punti fermi” emersi al termine dell'incontro che si è svolto ieri (lunedì) nel grattacielo della Regione Piemonte. Convocato dall'assessore regionale Elena Chiorino, affiancata dagli uffici competenti, ha visto partecipare i sindacati che stanno seguendo la vertenza (Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, unitamente alle categorie dei somministrati Nidil, Felsa, UilTemp), il management aziendale Konecta, coadiuvato da Confindustria Canavese, e i sindaci Maurizio Rasero (Asti) e Matteo Chiantore (Ivrea).
L'incontro rientrava nell'ambito della vertenza che si è aperta a seguito del piano industriale annunciato da Konecta lo scorso dicembre, che prevede, entro il prossimo giugno, l'accorpamento delle sedi piemontesi di Asti, Ivrea a Torino in un unico sito nel capoluogo regionale. Al contempo, l'azienda aveva annunciato 150 esuberi, poi aumentati a 180 nella dichiarazione ufficiale, così distribuiti: 80 ad Ivrea, 70 ad Asti e 30 a Torino.
LA POSIZIONE DELL'AZIENDA
«Nel corso dell'incontro - spiegano dalle segreterie regionali - l'azienda ha nuovamente illustrato le ragioni del progetto di accorpamento per realizzare un unico grande sito a Torino su cui investire per renderlo un “polo digital” che permetta anche la riqualificazione del personale e di far fronte alla necessità di trasformazione del business, unica soluzione per la tenuta del settore. Konecta, in questo contesto, ha confermato le eccedenze sui tre siti, anche legate a forti cali di volumi negli ambiti back office e documentale, anticipando l'apertura della procedura di esubero al termine dell'incontro».
«Abbiamo portato a casa diversi risultati», afferma Alberto Revel, segretario generale regionale Slc Cgil. «Innanzitutto il fatto che la procedura di esubero si è chiusa con un accordo che prevede esclusivamente uscite volontarie e con la sottoscrizione di un importante protocollo di intesa. Protocollo che prevede un tavolo permanente di confronto, con la partecipazione delle istituzioni, per salvaguardare le sedi di Asti e Ivrea».
IL FUTURO DELLE SEDI
In merito al futuro delle due sedi, i sindacalisti tengono a fare anche una precisazione: «I sindaci di Asti e Ivrea - affermano - si sono resi disponibili ad intervenire presso i proprietari degli immobili in merito ai costi di affitto e a valutare la possibilità di dare respiro al settore sfruttando i processi di digitalizzazione degli enti locali».
«Al contempo - ricorda Maria Luisa Lanzaro, segretario generale regionale Uilcom Uil - la Regione Piemonte ha confermato la disponibilità a mettere a disposizione percorsi formativi, attraverso le Academy Piemonte, per aumentare le competenze e riqualificare il personale».
Infine, dall'incontro le parti si sono accordate per costituire un tavolo che porti la questione anche a livello nazionale. «Abbiamo concordato con l’Amministrazione regionale - conclude Revel - la nascita di un tavolo progettuale che elabori un documento di respiro nazionale che riguarda la crisi dell'intero settore».