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Giochi Olimpici

Da Fraquelli a Giordano: gli astigiani che hanno lasciato il segno alle Olimpiadi dal '72 al Duemila

Il nostro racconto aggiunge un nuovo capitolo tra imprese, aneddoti e momenti storici degli astigiani alle Olimpiadi

L'astista Fraquelli

Silvio Fraquelli

Prosegue il nostro viaggio tra gli astigiani che hanno brillato alle Olimpiadi. E arriviamo agli Anni Settanta, dove a ergersi a protagonista fu un atleta locale come Silvio Fraquelli, nel 1972 a MONACO di Baviera.

Silvio Fraquelli e il gemello Osvaldo sono l’orgoglio della Vittorio Alfieri e stabiliscono record su record nel salto con l’asta. E’ un appassionante testa a testa a suon di performance da urlo tra i due: Osvaldo si aggiudica il tricolore nello stesso anno con 4,20 a Massa a discapito di Silvio. Col passare dei mesi, vestono l’azzurro Juniores, e Silvio fa segnare uno strepitoso 4,86 che vale la seconda miglior prestazione italiana dopo Dionisi (Osvaldo si ferma invece a 4,70). Passato al Cus Torino, Silvio Fraquelli ottiene la chiamata per le Olimpiadi del 1972. La sua fu una gara sfortunata, visto che utilizzò delle aste diverse da quelle di nuova generazione con cui si allenava già da qualche tempo. Immortalato dalla macchina fotografica di Bruno Accomasso, giornalista e fotografo astigiano, non riuscì a superare la qualificazione posta a 5 metri, e fece tre nulli. Nonostante l’esperienza negativa, continuò a coltivare la sua passione, sino a ottenere un ottimo 5,30 nel 1977, concludendo la propria carriera con 26 presenze in azzurro.

Il 5 settembre 1972, alle Olimpiadi di Monaco, un attacco di terroristi palestinesi trasformò i Giochi olimpici nel teatro di una strage che si concluse il 6 settembre. Erano le 4:30 del mattino, quando un commando palestinese scavalcava il muro di cinta del villaggio olimpico, a Monaco di Baviera. Obiettivo: eliminare la delegazione israeliana alle Olimpiadi.

Olimpiadi della terza età. L'amazzone inglese Lorna Johnstone partecipò alle olimpiadi all'età di 72 anni, in procinto di divenire bisnonna. Si classificò dodicesima, prima della squadra britannica.

Un ego ai massimi livelli. Chiesero al nuotatore Mark Spitz chi avrebbe voluto essere se non fosse stato Mark Spitz, e l'americano rispose "uno con l'aspetto e la bravura di Mark Spitz"; sono i Giochi dei suoi sette ori, che gli aprono le strade di un Paradiso a Cinque Cerchi

Giancarlo Ferrari 1976 Montreal (bronzo con l'arco in due circostanze, compreso a Mosca 1980, ha partecipato a cinque olimpiadi che ne confermano la grandezza assoluta nel panorama internazionale della disciplina; curiosità: Lavinia Saracco, delegato provinciale del CONI, conserva la freccia con cui ha conquistato la medaglia.

Il pugile sfaticato. Leon Spinks ex marine, non voleva saperne di andare a correre, e si spruzzava acqua sul viso per simulare il sudore e risparmiarsi le sedute di footing. Vinse ugualmente l'oro nella categoria mediomassimi.

Comanenci con 9 punti in meno. Al termine della prova alle parallele asimmetriche, alla Comanenci regina assoluta della kermesse venne assegnato un punteggio di 1,00. Al pubblico sconcertato venne presto spiegato che, non essendo mai stato assegnato un punteggio pari a 10 (reale risultato della ginnasta) il computer non era stato programmato per restituire quel risultato, visualizzandone dunque uno errato.

Ai Giochi di Montreal del 1976 ci fu un boicottaggio africano che coinvolse 22 Paesi. Fu organizzato dalla Tanzania per protestare contro la partecipazione della Nuova Zelanda, dopo che la squadra di rugby neozelandese era stata in tour nel Sudafrica dell'Apartheid.

 

Sono gli anni del primo concerto in mondovisione, di Elvis, la rivoluzione culturale, Janis Joplin e la maledizione dei 27 (che colpisce anche Morrison, Whinehouse, Hendrix e Cobain). 

Mentre ammiriamo un arciere che ha fatto la storia, ci lascia Bruce Lee, Nixon viene travolto dallo scandalo Watergate, nasce lo Shuttle, i Queen e i Led Zeppelin ci fanno capire quanto talento ci sia nei musicisti del tempo, Pertini è il nostro amato presidente, Pelè ci fa piangere per il calcio, e i Beatles, che si chiamerebbero Scarafaggi in Italiano, fanno innamorare le nostre mamme. Al tempo c’è chi amava i Beatles e chi adorava i Rolling Stones.

ANNI 80

Daniela Ferrian - 1988 SEUL

Nasce nel 1961 la “freccia” dell’atletica astigiana. Carattere riservato, gambe esplosive, un allenatore, Riccardo Negro, che l’ha seguita dall’inizio della carriera, a 18 anni nel 1979, alla conclusione, nel 1995. Daniela ha calcato le piste di tutto il mondo e vestito per la prima volta l’azzurro nella 4x100 nel 1982, e ottenuto agli Europei di Atene il record italiano nella specialità con 43” 89 (la Nazionale arrivò settima). Il suo anno magico è il 1987: 7” 42 sui 60, 11” 43 sui 100 e 23” 57 sui 200 indoor, prestazione che le valse il titolo tricolore e la quarta piazza europea. Numeri che la portarono a partecipare alla staffetta olimpica di Seul, nella kermesse ricordata per il testa a testa tra Carl Lewis e Ben Johnson, poi squalificato per doping. La Nazionale fu eliminata in semifinale. Cinquanta chiamate in azzurro, tre Europei, numerosi campionati mondiali, e 12 titoli italiani descrivono eloquentemente la grandezza di una velocista senza eguali; un sogno a 5 cerchi dopo i magici risultati di Pietro Mennea.

Nei tuffi, il grande specialista americano Greg Louganis fu il primo uomo a vincere per due edizioni olimpiche consecutive entrambe le gare, cioè dal trampolino e dalla piattaforma.

Vittoria con sfratto. Il pugile filippino Santes, argento nei piuma, partì da Manila con un affitto arretrato di 3 mesi. Raggiunta la finale, il sindaco stesso di Manila pagò il debito evitandogli lo sfratto.

Al tempo, mentre la Ferrian vola in pista, Gorbaciov prova a cambiare la Russia, in Sud Africa domina l’apartheid, Craxi è al Governo dell’Italia che vive un periodo florido, la sera guardiamo il Drive In e ridiamo alle battute del nostro, indimenticato, Giorgio Faletti. Vanno di moda i divi del rock dai capelli cotonati, da Bon Jovi agli Europe, in Italia Ranieri, Morandi, Tozzi e Raf divertono a Sanremo, Renzo Arbore e quelli della Notte ci fanno sorridere la sera, Umberto Smaila e Colpo Grosso sono un must, e la splendida voce di Tracy Chapman intona la colonna sonora di tanti innamorati.

ANNI 90

Lara Villata Barcellona 1992, Atlanta 1996 e Sidney 2000

Appartenente al centro di equitazione La Varletta di Villanova, si laureò campionessa europea juniores già nel 1984, nel ’90 partecipa ai Mondiali di Stoccolma. Numeri che le valsero la convocazione per Barcellona ’92, in cui fu il miglior cavaliere italiano. Disputò anche i Mondiali del 1994, e vinse nel 1996 gli Italiani seniores di completo, venendo convocata nello stesso anno anche per le Olimpiadi di Atlanta. Disputò ancora un Mondiale e un Europeo e, soprattutto, calò il tris a cinque cerchi, partecipando anche a Sidney 2000.

A BARCELLONA 92 Derek Redmond, infortunatosi come a Seoul, viene portato dal padre al traguardo dei 400, la squadra meraviglia è quella di basket USA, il primo favoloso Dream Team)

Ad Atlanta 1996 il capolavoro è quello di Michael Johnson e il suo modo di correre unico

Sidney 2000 viene ricordato per Redgrave, 5 volte a medaglia nel canottaggio in 5 olimpiadi, Ian Thorpe e la schiacciata di Carter su Weiss.

Una disabile alle olimpiadi. La statunitense Marla gravemente ipovedente in quanto affetta dal morbo di Stargardt, realizzò il sogno di partecipare alle olimpiadi di Sidney fra gli atleti normodotati, correndo per la squadra del mezzofondo.

Rossella Giordano 1996 Atlanta e Atene 2004 Nasce ad Asti nel 1972 un’atleta dal talento senza età, come dimostrano ancora le prove egregie realizzate recentemente. Specialista della marcia è per tre volte medaglia d'argento alle Universiadi e vince ben quattro tricolori. È stata allenata da Damilano presso la scuola mondiale di marcia, a Saluzzo, vanta due partecipazioni ai Giochi, tre ai Mondiali ed una agli Europei. Ha realizzato nella marcia 20.000 metri (pista) il record italiano nell’agosto 2000, in Portogallo, in 1h30'48"3. Per descrivere nel migliore dei modi la sua “grandezza” sportiva basta pensare a un dato: è scesa in gara sia alle Olimpiadi di Atlanta 1996 sui 10 km, arrivando quinta ed emozionando una nazione intera, che a quelle di otto anni dopo, ad Atene, arrivando undicesima sui 20 km. Una campionessa racchiusa in un fisico gracile, ma capace di stringere i denti e superare lo sforzo più grande per lottare con le stelle della specialità.

Lara Chiesa Atlanta 1996

Tesserata per il Club Scherma Torino, ha discendenze astigiane, di Aramengo; per lei ben 5 medaglie mondiali, tra le sue perle l’argento a squadre nella spada in USA.

Michael Johnson affrontò la pista di Atlanta con delle scarpette dorate progettate appositamente per la pista di Atlanta e per curvare a sinistra. La loro durata consentiva di poter essere usate solo tre volte.

...E sandaletti di gomma. Sei atleti delle Isole Comore corsero la mezzofondo con dei sandaletti di gomma non avendo sufficienti fondi per l'acquisto di scarpe da corsa. Se ne accorse un volontario che, cercando nel magazzino degli attrezzi, riuscì a recuperare 6 paia di scarpe chiodate.

Nel 1994 l’alluvione colpisce Asti, Giovanni Paolo II incontra Fidel Castro, Pulp Fiction e Forrest Gump sono le pellicole indimenticabili, il Re leone fa commuovere grandi e piccini, la teenager si innamorano dei Take That e dei Backstreet Boys, Giorgia e la Pausini sbocciano a Sanremo, Whitney Houston e Kevin Costner hanno la più bella storia d’amore del cinema con I Will Always Love You e ci lascia Freddie Mercury. Jordan ci regala il canestro più iconico del basket, contro Utah. Sono gli anni della crisi della Jugoslavia e dell’IRA.

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