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"Caro Rasero, ecco che cosa devi dire al sindaco di Ma'alot-Tarshiha"

Il consigliere di Uniti Si può Mauro Bosia interviene sul contatto tra il sindaco di Asti e il suo omologo israeliano, primo cittadino della città gemellata: "Non è il caso di avere rapporti culturali con un Paese genocida"

"Caro Rasero, ecco che cosa devi dire al sindaco di Ma'alot-Tarshiha"

Uno scorcio di di Ma'alot-Tarshiha

"Bene che Rasero sia riuscito a mettersi in contatto, dopo anni di silenzio, con il Sindaco della città israeliana di Ma'alot-Tarshisa. Ora gli ricordi il messaggio contenuto nell’ordine del giorno approvato all'unanimità dal consiglio comunale di Asti in data 16 settembre 2025. In quella sede tutti, opposizione e maggioranza insieme, con tanto di intervento accorato del Sindaco stesso che ricordava come alcune scelte terroristiche possono essere dettate da particolari condizioni di sofferenza umana, abbiamo chiesto che Israele cessasse immediatamente il massacro ingiustificato della popolazione palestinese e  che si riconoscesse lo stato di Palestina". Mauro Bosia, capogruppo di Uniti si può, commenta con un invito la notizia che il sindaco Rasero ha ripreso i contatti con la città gemellata di Ma'alot-Tarshisa: la città israeliana è una doppia municipalità congiunta, composta da una componente ebraica e una araba. «È un esempio di perfetta integrazione e coesistenza tra israeliani e palestinesi, un modello da esportare e un'esperienza di grande attualità ancora oggi», aveva sottolineato Rasero.

Bosia aggiunge: "Portando lo sguardo sugli avvenimenti recentissimi, Rasero potrà far notare al suo omologo che le politiche di aggressione sconsiderata di Israele degli ultimi giorni hanno creato un conflitto regionale ormai su vasta scala che rischia di sfociare in un conflitto globale.  L'economia occidentali che dipende dal petrolio mediorientale sta patendo pesantemente il crollo della borsa e l’aumento dell’inflazione dovuta al costo del petrolio. Ancora una volta una guerra di aggressione mascherata da atto di difesa preventiva - notizia immediatamente smentita dai ministeri degli esteri stessi - sta mietendo numerose vittime fra i civili di tutti i fronti. Le colpe dei governanti non vanno estese a tutti i cittadini, ma allo stesso modo la coscienza impone agli individui di schierarsi. Senza mai farne una questione religiosa e rifuggendo ogni tipo di intolleranza, compresa quella vergognosa antisemita di cui l’Europa è stata per secoli tristemente protagonista, crediamo non sia il caso di avere scambi culturali con un paese genocida, discriminatorio, imperialista e che gioca con la terza guerra mondiale, quale è Israele in questo momento. Queste sono le uniche cose che crediamo Rasero debba dire al sindaco di Ma'alot-Tarshiha".

 

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