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Intervista

Il sorriso del Sudamerica: Andrea Zanettin racconta la speranza del Venezuela dopo la cattura di Maduro

Dal Venezuela di Maduro alle passerelle italiane, la voce di chi ha vissuto la dittatura tra sofferenza, numeri drammatici e speranza di riscatto

Andrea Zanettin

Andrea Zanettin, modella italo-venezuelana

Il sorriso del Sud America. Naturale, coinvolgente, raggiante, piena di energia, un'icona del Venezuela in tutta la sua bellezza contagiosa. Andrea Zanettin ha vissuto da vicino l'era Maduro nel suo Paese, per poi trasferirsi in Piemonte, ad Asti. Insegnante di portamento e modella, ha vinto MISS GRAND INTERNATIONAL ITALY 2023 e rappresentato L’Italia in Vietnam, oltre a essere stata nel 2025 finalista di Miss Universe Italy 2025. A posteriori della cattura di Maduro è interessante avere l'opinione di chi ha vissuto la sua dittatura e conoscere le prospettive e le speranza del popolo sudamericano.

"Sto seguendo dall'Italia quello che sta accadendo nel mio Paese e ho una mia opinione che sono certo sia la stessa di tanti miei conterranei - dice Anddrea - Ciò che hanno fatto gli USA per noi è un sogno, che coltivavamo da anni, il sogno di sentirci finalmente liberi da una dittatura che non ha fatto altro che portare il Paese con più riserve petrolifere del mondo alla totale rovina. Dire che sono o che siamo felici è poco. Aspettavamo da tanto questo momento, attendevamo l’aiuto di qualcuno per essere liberi. Ora che è accaduto proviamo un mix di emozioni, ma soprattutto felicità e gratitudine".

Si parla molto del petrolio come fulcro della mossa statunitense ...

"Tanti non venezuelani parlano soltanto del nostro petrolio e di “violazione del diritto internazionale”. Io sono nata nel 1999, proprio quando, con un colpo di stato, Hugo Chávez fece uccidere più di 400 persone a sangue freddo per prendere il potere. Ho studiato giurisprudenza e, per colpa del Governo non ho potuto finire l’ultimo anno di studi. Ma a tutti quelli che parlano di “diritti umani internazionali” voglio ricordare alcuni dati eloquenti che noi venezuelani, che oggi festeggiamo, abbiamo sempre in mente: Prigionieri politici: circa 18.000, 36.800 vittime di tortura, 10.500 esecuzioni extragiudiziali,468 omicidi durante le proteste, Oltre 8.000 violazioni dei diritti umani, il 90% della popolazione in povertà, il 50% della popolazione in povertà estrema, 1 $ di salario minimo al mese, Più di 8 milioni di venezuelani emigrati, 14 zeri eliminati dal bolívar tra il 2008 e il 2021. La valuta si è svalutata di oltre il 4.600.000.000%, sono state tre le elezioni truccate e mai riconosciute, milioni di famiglie si sono trovate separate".

Dati che fammo impressione ...

"Quando tutto questo accadeva, dov’erano le persone che oggi parlano di diritto internazionale? E dov’erano le organizzazioni internazionali? È normale che molti non ci capiscano, perché è conseguenza logica per chi non ha mai mangiato dalla spazzatura, dormito fuori dai supermercati, perso un famigliare perché in ospedale non c’erano medicinali, avuto un famigliare o un amico in carcere solo perchè pensava diversamente da chi era al comando, fatto code per più di 3 giorni per comprare del cibo, vissuto più di una settimana di blackout, è stato costretto a non mangiare per più di 2 giorni, o ha vissuto per più di un mese senza acqua, camminato ore perché non c’erano mezzi pubblici, visto i propri soldi perdere valore da un giorno all’altro, è emigrato senza soldi e senza documenti, ha avuto paura di dire ciò che pensava, perso un affetto perché lo Stato l’ha ucciso, lasciato il proprio paese e la propria famiglia per paura di morire per l’insicurezza o di famem non capisca cosa significa vedere uno dei responsabili di tutto questo in manette e ora giustamente giudicato per ciò che ha commesso".

"Russia, Cina, Iran, Turchia e altri Paesi per anni ci hanno rubato il petrolio, dando come “scambio” o “pagamento” delle armi per fortificare un Governo e un Esercito che ha solo saputo indebolire il proprio popolo - prosegue Andrea - Noi venezuelani, per 26 anni, abbiamo vissuto questo governo: più in basso di dove siamo già non possiamo cadere, ci hanno rubato tutto!".

Vi attende quindi l'alba di un nuovo giorno?

Per tanti anni abbiamo urlato chiedendo aiuto e nessuno l'ha fatto; oggi, finalmente, sentiamo un po’ di pace, una sensazione che da anni non provavamo

"In questo momento non ci interessa se gli USA vorranno usufruire delle nostre ricchezze. Siamo ansiosi di vedere una nuova era, perché per noi vuol dire speranza! Non abbiamo più niente da perdere e, in ogni caso, vogliamo provare un cambiamento, un cambiamento che finalmente il paese vicino ci sta aiutando ad avere. Noi venezuelani non vogliamo che il mondo ci capisca, vogliamo soltanto che ci lascino festeggiare. Per tanti anni abbiamo urlato chiedendo aiuto e nessuno l'ha fatto; oggi, finalmente, sentiamo un po’ di pace, una sensazione che da anni non provavamo. Ciò che sta succedendo è soltanto l’inizio di un cambiamento e, qualsiasi esso sia, siamo ansiosi di viverlo con la speranza di rivedere il Venezuela brillare e di rivedere la nostra famiglia e i nostri amici sorridere".

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