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Seconde case, mare o montagna: quali sono le preferenze degli italiani?

Il mercato immobiliare italiano è in ripresa, con un aumento della compravendita di seconde case

Il mercato immobiliare italiano è in ripresa, con un aumento della compravendita di seconde case. Per questo motivo, sempre più persone investono il proprio denaro in immobili situati presso le località turistiche, per abitarli o per affittarli in alta stagione. Ma cosa preferiscono gli italiani? Sono attratti maggiormente dalle località balneari o da quelle montane? Vediamo di scoprirlo insieme, e di analizzare tutti i dati di settore più importanti.
Seconde case: una preziosa fonte di investimento

Avere una seconda casa può essere un’ottima fonte di investimento, per via del fatto che il mattone viene considerato un bene primario difficilmente svalutabile. Oltre ai guadagni finanziari previsti, che possono includere la rivendita dopo la rivalutazione della casa, bisogna mettere in conto anche il reddito percepibile mensilmente o settimanalmente in caso di affitto (dipende, è chiaro, dalla formula scelta).

Inoltre, questa fonte di investimento può essere ovviamente abitata in prima persona, per godersi il mare o la montagna, e per allontanarsi dallo stress quotidiano. In tempi così incerti, investire in beni tangibili come gli immobili può essere interessante, in quanto offre una potenziale stabilità e sicurezza, e un rendimento sicuro nel tempo.

Ma cosa preferiscono gli italiani fra mare e montagna? I dati sembrano fornire una risposta certa: le seconde case presso le località balneari rimangono le favorite, ma bisogna segnalare una crescita degli acquisti di abitazioni in montagna (+20%). Se invece si parla delle località italiane preferite, ecco alcune opzioni molto gettonate come la Toscana e le isole, dalla Sicilia alla Sardegna, insieme alla Lombardia e al Piemonte. Infine, agli italiani piacciono anche le località lacustri.
Quali sono le spese di mantenimento per una seconda casa?

Una seconda casa, che sia al mare o in montagna, può diventare una fonte di reddito interessante, ma ovviamente presuppone dei costi, e non si parla solo dell’acquisto. Molti potenziali acquirenti non pensano alle spese aggiuntive che possono derivare dalla proprietà di una seconda casa, come i costi di manutenzione o le imposte. Questioni come le eventuali riparazioni, la cura del prato, il controllo dei parassiti, la pulizia e la manutenzione generale devono essere infatti valutati con attenzione. Le imposte di registro da sole costano intorno ai 600 euro, e bisogna poi sommare altre spese primarie come la luce e il gas. A tal proposito, il consiglio è quello di valutare le offerte luce, come ad esempio quelle di VIVI energia, appartenenti al mercato libero e provenienti da fonti rinnovabili. Oltre ad avere un minor impatto ambientale, hanno prezzi alle volte più vantaggiosi rispetto alle altre proposte provenienti dal mercato a maggior tutela. Infine, è bene segnalare che l’importo delle imposte di registro cambia a seconda del costo d’acquisto della casa.

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