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Alice Sotero, la nostra regina olimpionica di pentathlon

La campionessa astigiana, reduce dal podio sfiorato in Egitto, ha disputato i Giochi di Rio e punta all'Olimpiade 2020

Alice Sotero, la nostra regina olimpionica di pentathlon

«Se vuoi correre un miglio, fallo. Se vuoi vivere un’altra vita, corri una maratona». Non è sicuramente una maratona, ma come essa ha intrinseca la fatica, la ricerca costante di una forza mentale unica nel superare ostacoli e rimettersi in gioco, gara dopo gara, il pentathlon moderno. Una multidisciplina affascinante, unica per caratteristiche, nella quale, per eccellere servono carattere forte e l’abilità di superarsi ogni giorno. Tra le eccellenze mondiali del pentathlon figura certamente la nostra Alice Sotero, atleta ventottenne sbocciata allo Junior Pentathlon ora in forze alle Fiamme Azzurre. Una ragazza capace di vincere una gara di Coppa del Mondo in Polonia nel 2017 e di partecipare, con sommo orgoglio dei suoi concittadini, alle Olimpiadi di Rio 2016. Un orgoglio astigiano, che ha iniziato il 2020 alla grande, accarezzando a lungo il successo nella gara iridata de Il Cairo, conclusa poi in quinta posizione.
Alice, ripartiamo dalla kermesse in Egitto: una quinta piazza che ti soddisfa oppure è più elevato il rammarico per un podio che pareva tuo ed è sfumato sulla linea del traguardo?
«La prima gara di Coppa del Mondo è stata un po’ una sorpresa, sono partita molto determinata ma non mi aspettavo di poter gareggiare con il pettorale numero uno; sapevo di avere qualche difficoltà a tiro ma l’ultima serie in cui sono entrata con il gruppo di testa mi ha lasciato davvero con l’amaro in bocca e tanta voglia di riscattarmi».
La tua disciplina, il pentathlon, è caratterizzata da diverse specialità: in quale devi crescere maggiormente?
«Negli ultimi quattro anni ho lavorato moltissimo sulla corsa, dove si sono visti quasi subito i risultati, e sulla scherma, che ogni tanto mi dà ancora qualche problema. Penso di essere diventata una pentathleta più completa: ora stiamo cercando di lavorare maggiormente sui dettagli e, con la psicologa, sull’aspetto gestionale della gara, che per noi è fondamentale».
Immagino che, visto l’incubo del COVID-19, sia difficilissimo per voi atleti allenarvi al meglio…
«In questo periodo di emergenza è molto difficile portare avanti la preparazione, mi sento in un limbo in cui non so se si faranno le gare internazionali, non so come procederà la qualifica olimpica, e allo stesso tempo devo stare con la testa sugli allenamenti che il decreto mi consente di svolgere».
La sensazione è che anche le Olimpiadi stesse siano a rischio…
«Non so cosa pensare riguardo alla fattibilità delle Olimpiadi, per ora le vedo così lontane che sono molto più preoccupata per le gare di qualifica, ovviamente sento diversi pareri. Qualcuno sostiene che si sposteranno, altri assolutamente no e si svolgeranno nelle date stabilite. Per ora come obiettivo ho la qualifica, quindi i miei pensieri sono rivolti a quest’ultima».

Davide Chicarella

Articolo completo sull’edizione di martedì 17 marzo de La Nuova Provioncia, disponibile anche in edizione digitale gratuita in queste settimane

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