Caro Palestre: a rischio l'attivitàdei ragazzi del basket
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Caro Palestre: a rischio l'attività
dei ragazzi del basket

La pallacanestro astigiana è in stato di agitazione dopo la decisione della Provincia di aumentare sensibilmente le tariffe per l’utilizzo degli impianti sportivi. Il provvedimento, infatti, mette in seria difficoltà le società dilettantistiche, già provate da quelli analoghi assunti a più riprese dal Comune e dai “balzelli” imposti dalla Federazione Pallacanestro. A questo si affianca la cronica difficoltà nel reperire sponsorizzazioni dalle aziende locali…

Il mondo cestistico astigiano continua a essere in forte agitazione dopo la decisione della Provincia di aumentare sensibilmente le tariffe per l’utilizzo degli impianti sportivi. Un provvedimento che mette in seria difficoltà le società dilettantistiche, già provate da quelli analoghi assunti a più riprese dal Comune e dai “balzelli” imposti dalla Federazione Pallacanestro. Quadrare i bilanci diventa così sempre più difficile per le associazioni, che in questi frangenti sono costrette a fare i conti anche con la cronica difficoltà nel reperire sponsorizzazioni dalle aziende locali.

Nonostante le proteste e gli appelli – lanciati anche tramite i mezzi di informazione – le istituzioni non hanno commentato la decisione di innalzare i costi di affitto, lasciando cadere nel nulla tutti i segnali di dissenso ed ignorando il fermento provocato dalla decisione. Una mancanza grave da parte degli amministratori, che denota una profonda insensibilità nei confronti dello sport e il totale disinteresse a rapportarsi con la cittadinanza. A farne le spese sono in particolare le società amatoriali e quelle che rivolgono la propria attività al settore giovanile, la cui utilità sociale non può essere messa in discussione.

La realtà maggiormente colpita dal provvedimento è la Scuola Basket Asti, che – assieme al Centro Minibasket Asti – impiega palestre per 52 ore alla settimana, e che nella scorsa stagione ha speso 32.729 euro per l’utilizzo degli impianti. La Sba ed il Cma non hanno ricevuto alcuna risposta al comunicato stampa nel quale lamentavano il rischio di dover prendere seri provvedimenti che avrebbero coinvolto i 434 tesserati. «Da gennaio sospenderemo tutte le attività nella palestra del Giobert – ha commentato Luca Jacomuzzi – e analogamente faremo con il Liceo Scientifico, lasciando le ore dove non siamo in grado di occupare tutti e due i campi, e dove quindi con la nuova regola saremmo costretti a pagare il doppio della tariffa. Per ora ci sposteremo su impianti comunali, anche se non sono del tutto idonei alle nostre esigenze».

La società presieduta da Flavio Doglione in questi giorni ha inoltrato una petizione alla Provincia ed al Comune: «Abbiamo raccolto circa 400 firme – ha dichiarato Luca Jacomuzzi – perché dobbiamo comunicare ufficialmente il fatto che per noi in futuro sarà impossibile sostenere questi costi, e saremo costretti ad aumentare le quote e ridurre l’attività». Nel frattempo la società ha destinato i fondi raccolti dalla lotteria di fine anno alla copertura di una parte delle spese dovute all’aumento dei costi per l’affitto delle palestre. «In questo modo non possiamo davvero andare avanti – ha concluso il responsabile della Sba – e dagli enti sino ad ora non è arrivata alcuna risposta ai nostri appelli. Noi non chiediamo contributi, ma quantomeno una riduzione dei costi per poter portare avanti un lavoro sui giovani che ritengo abbia una valenza sociale oltre che sportiva».

La Scuola Basket Asti ha inoltre richiesto agli amministratori locali di essere convocata al prossimo consiglio comunale per illustrare le conseguenze dei pesanti rincari applicati alle tariffe delle palestre.

Mauro Giordanelli

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