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Jacopo Lo Monaco e Fabio Colangelo, due assi del tennis alla “Pinta di Sport”

I telecronisti del tennis di Eurosport ospiti al FuoriLuogo: un esempio di grande capacità giornalistica e ottima competenza tecnica

Jacopo Lo Monaco e Fabio Colangelo, due assi del tennis alla “Pinta di Sport”

Tra le mascherine anti-covid era facile intravedere un sorriso al FuoriLuogo. Per una serata riuscitissima, per la ripartenza della “Pinta di Sport”. Decisamente interessante il duo di intervistati, un tandem affiatato e competente, oltre che estremamente ironico, in cabina di commento per il tennis di Eurosport, quello composto da Jacopo Lo Monaco e Fabio Colangelo. Il Roland Garros ha messo in atto l’ennesima finale tra due dei tre big, Djokovic e Nadal, con successo, il tredicesimo, del maiorchino: «In molti, compreso il coach Ivanisevic, si aspettavano il successo di Nole – commenta Lo Monaco – Nadal invece ha conquistato con merito il successo, e, per stessa ammissione dell’avversario, è stato in grado di sorprenderlo, nonostante in tanti confronti tra i due». Se si pensa a Nadal, Djokovic e Federer, è difficile fare una graduatoria su chi possa essere più grande: Roger è il dio del tennis, Rafa il campione della costanza, dell’impegno, Nole forse risulta meno simpatico ma potrebbe vincere più di tutti: «Occorre prima di tutto attendere che completino la loro carriera – ammette Jacopo – ma non è semplice stilare gerarchie senza considerare il gusto personale. Credo che Djokovic, che finora ha vinto 17 Slam, supererà il record degli altri due di 20 titoli». A deludere i fan dello svizzero giunge l’intervento di Colangelo: «Ho l’impressione che, alla soglia dei quarant’anni, Federer non possa più vincere uno Slam». Il discorso si è poi soffermato sulle prospettive di giovani come Musetti e Sinner: «Certamente, pur essendo giovanissimo, Musetti ha dimostrato di poter compiere un percorso importante tra i “grandi”, l’ostacolo del passaggio da ottimo talento giovanile a possibile grande protagonista nell’ATP credo l’abbia già superato», ammette Fabio. «Su Sinner ho grandi aspettative – prosegue Lo Monaco – Credo possa ambire a diventare uno dei primi cinque al mondo. Il suo obiettivo dev’essere entrare nei primi trenta del mondo, per poter essere testa di serie e avere possibilità di avanzare nei tornei di rilievo». In ambito femminile, a Parigi ha brillato la stella della polacca Ilga Swiatek, neo regina della terra: «Ricordo quando commentammo una sua netta sconfitta di due anni fa, tessendone le lodi. Rimanemmo impressionati dal suo potenziale e, vista la sonora battuta d’arresto, venimmo anche criticati. A distanza di due anni è migliorata tanto e può ambire a recitare un ruolo costante da protagonista, assieme alla Andreescu, frenata da qualche infortunio di troppo, e alla Osaka», Fabio dixit. Nel circolo dei giovani talenti rientra anche la statunitense Gauff, che non scalda particolarmente il cuore di Lo Monaco, che non ne intravede grandi margini di miglioramento, soprattutto al servizio. Parigi ha anche esaltato le qualità dell’azzurra Martina Trevisan, una storia di vita e di sport da copertina. Exploit oppure inizio di una brillante carriera? «Non si può parlare di casualità quando vinci partite contro ottime tenniste come la Bertens – sottolinea la prima vice di Eurosport – Immagino possa assestarsi stabilmente nelle prime trenta-trentacinque della classifica WTA». Se si parla di tennis in rosa, il riferimento a Serena Williams è d’obbligo: riuscirà ad aumentare il bottino di Slam e scrivere ulteriormente la storia? «Non sarà semplice – pensiero comune di entrambi – Serena vinceva con il carisma, incuteva timore alle avversarie. A quasi quarant’anni è più complesso riuscire a conquistare nuovamente uno Slam». Le due ore di chiacchiere sportive sono scivolate via con partecipazione dei presenti, domande dal pubblico, sorrisi: è emersa evidente l’empatia di un duo di ottime voci del tennis. La chiosa sull’estromissione di Novak Djokovic dagli US Open: «Giustissima a norma di regolamento – afferma Jacopo – Il numero uno al mondo non può permettersi gesti del genere, deve essere un esempio positivo per i più giovani delle scuole tennis». E Lo Monaco e Colangelo, sono stati, per la platea del FuoriLuogo, un esempio di ottimo giornalismo. Come direbbe Mats Wilander: game, set and match e…alla prossima “pinta”.

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