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Servetto Makhymo, quando lo sport unisce chi soffre per la guerra

Mariyna Ivanyuk e Viktoria Melynchuk sono arrivate all’aeroporto di Orio al Serio e poi ad Asti dall’Ucraina, ad accoglierle la veterana del team Anna Potokina

Arrivate ad Asti prima che la situazione precipitasse in Ucraina. E a fare loro da guida, in questi giorni di preoccupazione, all’arrivo in un Paese nuovo, c’è una compagna di squadra russa. Da Asti, come da tante altre realtà, arrivano piccoli grandi messaggi di amicizia e vicinanza tra atleti russi e ucraini.

Il Team Servetto Makhymo di ciclismo ha riunito pochi giorni fa le sue atlete per la preparazione alle Strade Bianche di sabato 5 marzo. Mariyna Ivanyuk e Viktoria Melynchuk sono arrivate all’aeroporto di Orio al Serio e poi ad Asti dall’Ucraina, dopo uno scalo in Turchia, poche ore prima che la guerra irrompesse nel loro Paese. Genitori, parenti, amici di Mariyna e Viktoria non sono lontani da Kiev. Dove abitano la situazione è ancora relativamente tranquilla, grazie a internet riescono ad avere loro notizie. Ad accoglierle ad Asti hanno trovato la veterana della squadra Anna Potokina, in Servetto da otto anni. Anna è di Voronež, Russia sud-occidentale, distante poco più di tre ore d’auto dal confine ucraino. È la persona giusta per aiutarle con l’italiano e a prendere familiarità con una città nuova. Quanto di più lontano si possa immaginare da un nemico. Una storia di normalità in un momento in cui alcuni politici vorrebbero scrivere un mondo diverso da quello che è nella realtà: “Anna, Mariyna e Viktoria vivono insieme, si allenano insieme e ieri mattina insieme sono andate alla visita medica – dice il ds del Team Servetto Dario Rossino – molte famiglie russe hanno parenti ucraini e viceversa. La normalità è questa”.

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