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Asti, un ragazzino fa arrestare un pedofilo

Ai domiciliari un albese, direttore sportivo di una squadra di calcio, che si spacciava per almeno quattro adolescenti, rubando da Facebook foto di ragazzine, e così entrava in amicizia con le vittime facendosi spedire selfie erotici per poi ricattarle

E’ stato un ragazzino di Asti, giocatore in una squadra giovanile, a portare alla scoperta dello squallido e criminale passatempo di un giovane dirigente sportivo di Alba che adescava le sue vittime on line e poi le ricattava.

E le sue vittime non avevano più di 16 anni. L’uomo, 24 anni, direttore sportivo di una squadra di calcio, è nel mirino degli investigatori della Polizia Postale di Torino da due anni. Da quando, cioè, il ragazzino astigiano, 14 anni, è andato a sporgere denuncia insieme ai suoi genitori. Un gesto coraggioso per un ragazzino di quell’età, perchè si è trovato a dover raccontare particolari molto imbarazzanti.

L’indagine ha portato a tracciare in ogni sua parte il sistema di adescamento del direttore sportivo. Il dirigente si nascondeva dietro almeno quattro identità femminili, tutte finte, di adolescenti molto carine. Con foto rubate da internet e un modo di approcciarsi che utilizzava termini e dinamiche dei giovanissimi, riusciva ad ottenere l’amicizia dei ragazzini, quasi tutti calciatori militanti in squadre fra l’Albese e l’Astigiano.

Nei primi contatti la “falsa amichetta adolescente” faceva finta di essere molto interessata ai ragazzini fino a spingerli ad inviarle dei selfie erotici, ignari di avere dall’altra parte del profilo un uomo di 24 anni. Il quale, una volta avute in mano le immagini imbarazzanti e compromettenti e facendo leva sulla vergogna e sull’inesperienza delle vittime, cominciava a ricattarle dicendo che le avrebbe pubblicate sui vari profili Facebook, WhatsApp, Kik e Telegram. Terrorizzati, i ragazzini accettavano il ricatto: altre foto osè in cambio della segretezza degli scatti.

Fino a quando il calciatore astigiano ha deciso di raccontare tutto ai genitori che si sono rivolti alla Polizia.

Due anni di indagini culminate con una perquisizione a casa del 24enne dove sono stati trovate migliaia di video e filmati estorti alle giovani vittime. Oltre un centinaio i ragazzini caduti nella sua trappola perversa.

Arrestato, gli sono stati concessi i domiciliari.

Daniela Peira

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